L'inganno
mercoledì 14 Ottobre, 2026
«Funziona, faremo grandi cose, pensa in grande»: così Alessandro Groff truffava gli imprenditori trentini
di Ubaldo Cordellini
Il consulente è fra le cinque persone finite agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione «Mercurio Mining»
La banda prendeva di mira un target particolare: piccoli o medi imprenditori che avevano una buona disponibilità economica e non si accontentavano dei normali rendimenti del mercato finanziario. Per farlo, sfruttavano le conoscenze di due consulenti finanziari trentini, i quali forse non erano del tutto consapevoli del meccanismo truffaldino. Secondo l’accusa, le vittime si fidavano della figura di Alessandro Groff, il consulente trentino finito ai domiciliari, e del suo ruolo professionale. In un’occasione, ha persino aiutato un cliente a ottenere un fido bancario per acquistare un computer con cui avviare l’attività di mining.
Groff avrebbe più volte ricevuto i clienti direttamente nel suo ufficio all’interno della banca per cui lavorava, in un periodo compreso tra il 2022 e il 2023. In un caso, l’uomo avrebbe convinto una coppia a investire 38mila euro, prontamente versati in più tranche a favore della società Digital Verse Ltd su un conto corrente in Belgio; denaro che è subito sparito. Il professionista aveva assicurato che l’investimento avrebbe generato una rendita fissa mensile, aggiungendo di aver acquistato lui stesso un computer per il mining da tenere in ufficio. Successivamente, avrebbe rassicurato gli investitori quando i fantomatici guadagni tardavano ad arrivare, sostenendo che fosse solo questione di tempo. Groff era inoltre uno dei promotori che, durante almeno una delle convention, aveva spiegato al pubblico il funzionamento del sistema, offrendo garanzie sul ruolo delle lettere di patronage che avrebbero assicurato il rientro del capitale investito. In un’altra circostanza, il consulente si sarebbe recato direttamente nell’ufficio di un noto imprenditore del settore delle comunicazioni per convincerlo della bontà del programma, prospettandogli lauti guadagni tramite l’acquisto di un dispositivo tecnologico per il mining. Rassicurato da queste parole, l’imprenditore ha investito 60mila euro, bonificati sul conto belga della Digital Verse Ltd il 20 dicembre 2022. Lo stesso investitore ha poi partecipato a una convention presso un grande albergo di Trento nel luglio 2023, dove è stato convinto che l’operazione stesse procedendo bene, nonostante non generasse alcun profitto.
Gli indagati lo avevano rassicurato che alcuni cambiamenti societari avrebbero risolto ogni problema. In un successivo incontro a Bassano, il 20 dicembre 2023, gli organizzatori del sistema hanno ribadito che le cose stavano andando per il meglio, mostrando i presunti ricavi ottenuti dal mining da Groff e da un altro degli indagati finiti ai domiciliari, Giuseppe Maria Battaglia. In un altro episodio Groff, con la collaborazione della moglie (anch’essa indagata), aveva inviato un messaggio WhatsApp per tranquillizzare un libero professionista che aveva già investito, del seguente tenore: «Così hai la prova provata che funziona, faremo grandi cose, pensa in grande». Un imprenditore altoatesino è stato invece convinto a investire ben 120mila euro per l’acquisto di quattro computer tower durante un incontro di persona a Trento. Insieme agli altri indagati, il consulente ha continuato a inviare messaggi e a telefonare all’investitore fino al giugno 2024 per persuaderlo che i profitti fossero in arrivo. Nonostante il tempo trascorso, i componenti della presunta associazione continuavano a tenere in piedi il palco, recitando la storia di un investimento solo frenato da difficoltà transitorie, ma ben presto fecondo.
Infine, a fine 2022, Groff e la moglie avrebbero convinto altri due investitori a versare ulteriori 120mila euro – finiti sempre sul conto belga della Digital Verse Ltd – per comprare quattro tower tra il dicembre 2022 e il gennaio 2023. Il consulente, in un incontro di persona, aveva aggiunto che lui e la consorte stavano già percependo una rendita mensile. Peccato che i clienti non abbiano mai visto un centesimo di quei profitti.
l'intervista
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