il caso

mercoledì 14 Ottobre, 2026

Cimici dei letti nei dormitori: l’epidemia si allarga. «Mi mordono durante la notte, non riesco a dormire. Non ce la faccio più»

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Le infestazioni passano da Casa Maurizio a Casa Paola e alla Brennero. Spesi oltre 100mila euro per la disinfestazione

L’epidemia da cimici dei letti non solo non si è fermata a Casa Maurizio, ma ora si è recentemente allargata ad almeno due strutture: Casa Paola e la Residenza Brennero. È quello che emerge dalla denuncia di alcune ospiti della prima struttura e da una determina della Provincia che impegna quasi 40mila euro per la disinfestazione alla Brennero. Intanto le cimici restano anche nelle strutture in cui erano già presenti. «Se si fanno le disinfestazioni senza spostare le persone dalla struttura infestata – osserva Chiara Aliberti dello Sportello Casa per tutti – È inevitabile che il parassita si ripresenti».
Le nuove infestazioni
Sono state alcune donne ospiti o ex ospiti di Casa Paola, dormitorio per l’accoglienza femminile gestito dall’associazione Amici dei senzatetto, a denunciare come il parassita sia arrivato anche lì. «Mi mordono continuamente durante la notte, non riesco a dormire e poi di giorno devo lavorare. Così non ce la faccio più» racconta una donna. Alla Residenza Brennero, centro di accoglienza straordinaria gestito dalla cooperativa Kaleidoscopio, le cimici ci sono «da tempo», ammette la stessa Provincia. Ma negli ultimi mesi c’è stata una «forte ed imprevista recrudescenza», diventata «una vera e propria urgenza». Così il 22 settembre Cinformi affida alla cooperativa un intervento straordinario da 39.900 euro più Iva. Si cambia metodo: azoto liquido. La Ineco Srl tratterà l’intera struttura, 68 posti letto più i magazzini, con due interventi a un mese di distanza e un serbatoio criogenico da 500 litri piazzato sul posto. Poi un anno di monitoraggio, con trappole in ogni stanza.
Spesi oltre 100mila euro
Non è il primo conto. Sommando atti e dati dell’Anac, dall’inizio del 2025 Provincia, Patrimonio del Trentino e Comune hanno affidato oltre 120mila euro per combattere le cimici. La voce più pesante è Casa Maurizio. A inizio 2025 la Provincia affida 9mila euro per la disinfestazione e 48mila alla Ecoplan per preparare e coordinare l’intervento. Seguono un secondo trattamento, materassi ignifughi e coprimaterassi anticimici. Nel 2026 Patrimonio del Trentino incarica un professionista di progettare la sostituzione degli infissi, dove si annidano uova e larve: 9.076 euro. Ad agosto si ricomincia, con 4.590 euro per disinfestare 24 stanze. Per Casa Maurizio fanno oltre 77mila euro in un anno e mezzo. Anche il Comune ha messo mano al portafoglio: 2.440 euro per l’ex scuola Bellesini, usata come dormitorio, e quasi 9.200 euro per monitorare e disinfestare gli spazi dell’accoglienza notturna fino al 2027. Fuori dal conto restano i lavori sugli infissi e i 35mila euro del servizio generale di disinfestazione delle strutture d’accoglienza, di cui non si sa quanto sia andato alle cimici.
L’esposto
Non è comunque una novità che le cimici dei letti infestino i luoghi di accoglienza Trentina. E a dimostrarlo sono le 194 pagine di esposto che lo Sportello Casa per Tutt* ha depositato nell’aprile del 2025. Carte da cui emerge, oltre alle decine di foto che dimostrano il passaggio delle cimici e le segnalazioni degli ospiti, come siano le stesse ditte incaricate della disinfestazione ad ammettere che le condizioni non permettono di eseguire una corretta disinfestazione, tra cui l’impossibilità di allontanare gli ospiti dalla struttura che, a parer loro «sarebbe completamente da demolire, ma si fa quel che si può». «Ci sono bambini che nelle aree infestate passano da una stanza all’altra. La disinfestazione in se è il 30% di tutto il resto. Non solo la disinfestazione risolve il problema ma le corrette azioni di prevenzione» hanno affermato. La strategia idonea sarebbe quella di allontanare dall’area le persone, durante e nei giorni dopo la disinfestazione, per evitare che le larve delle cimici possano nutrirsi e dunque crescere. Perchè, fuori da ogni diceria, poco c’entra lo sporco: le cimici si nutrono solo di sangue umano e l’unica strategia efficace per debellarle è togliere loro il cibo.
Metodo inefficace
La riprova che quello sia il metodo giusto è il fatto che lo ha adottato di recente anche il Comune di Trento. Quando è stata riscontrata un’infestazione da cimici dei letti a Casa Shalom, la struttura di accoglienza aperta dall’amministrazione comunale all’ex convento dei cappuccini, gli ospiti sono stati trasferiti repentinamente alle ex Bellesini per tutta la durata della disinfestazione. Anche il presidente dell’associazione Amici dei senzatetto Pino Palatucci, che gestisce Casa Maurizio e Casa Paola, riconosce che quello sia il metodo migliore. «È assolutamente così, ma io non ho dove mettere le persone. Se la Provincia trova un altro posto si può fare. Nel frattempo, continuiamo a fare le disinfestazioni e a breve cambieremo gli infissi a Casa Maurizio, sperando che questo faccia la differenza».
Provincia che aveva promesso una taskforce coordinata per contrastare il fenomeno, di cui, ancora, non si vede l’ombra.

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