Politica

giovedì 10 Settembre, 2026

Lega, tregua tra Salvini e i governatori del Nord. Fugatti: «A Pontida ci sarò», ma lo scontro resta

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Il governatore trentino sarà al raduno del 20 settembre dopo il vertice con Salvini, Fedriga, Fontana e Zaia

C’era anche Maurizio Fugatti all’incontro di ieri a Roma tra il segretario della Lega Matteo Salvini e i governatori leghisti del nord. Con lui Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia) e per il Veneto Luca Zaia. Un incontro nel quale — spiega un comunicato del Carroccio — «è stata condivisa la volontà di avviare già nei prossimi giorni un lavoro finalizzato alla definizione di un manifesto programmatico, capace di raccogliere idee, priorità e proposte della Lega». La nota prosegue affermando che da parte di tutti i presenti «è stata sottolineata l’importanza del prossimo appuntamento di Pontida, che rappresenterà un momento fondamentale per rilanciare l’azione politica e di governo della Lega con l’obiettivo dare risposte concrete ai cittadini e ai territori». E a questo proposito è lo stesso presidente Fugatti che scioglie gli indugi: «A Pontida ci sarò», come aveva fatto sapere prima di lui, e prima della riunione di ieri, l’ex governatore veneto Luca Zaia. Insomma, sembra che lo scontro tra il Capitano leghista e i governatori del nord, critici sulla sua conduzione del partito — troppo a destra, troppo nazionale e nazionalista — sia rientrato. Anche se molti osservatori preferiscono parlare di tregua, e che dopo Pontida — in calendario per il prossimo 20 settembre — lo scontro riprenda vigore, con la richiesta da parte degli amministratori delle regioni del nord di garanzie sulla futura linea del partito, con l’assicurazione di poter indicare loro alcuni candidati alle prossime elezioni per evitare che la Lega diventi espressione solo e soltanto di Salvini.

«L’incontro — comunica invece la nota ufficiale concordata tra i presenti — si è svolto in un clima di assoluta collaborazione. Il vertice ha rappresentato l’occasione per confrontarsi sulla road-map della Lega in vista dei prossimi mesi e delle imminenti scadenze elettorali. Al centro della discussione, in particolare, le modalità per valorizzare e raccontare il buon governo espresso dalla Lega, i risultati ottenuti dall’azione dell’Esecutivo nazionale e le tante risposte concrete portate sui territori dalle amministrazioni guidate dal partito». E ancora: «Nel corso dell’incontro è stata inoltre sottolineata l’importanza del prossimo appuntamento di Pontida, che rappresenterà un momento fondamentale per rilanciare l’azione politica e di governo della Lega con l’obiettivo dare risposte concrete ai cittadini e ai territori».

L’ultima volta che Fugatti aveva incontrato Salvini è stata a Pinzolo, a fine agosto. Il governatore aveva annunciato la sua assenza dal tradizionale comizio del leader leghista, ma era stato comunque convocato il giorno prima. Incontro di cui non c’è alcuna foto, mai commentato né da Salvini e nemmeno da Fugatti. Erano giorni di tensione, quelli, successivi alla bordata del governatore lombardo che in un’intervista al Corriere chiedeva al Capitano di cambiare registro. A Pinzolo, però, il giorno successivo, tutto il resato della Lega trentina era accorso in massa. Tutti i vertici, tutti i consiglieri provinciali e i deputati e i senatori. Tutti alla corte del capo, e di chi con lui ha il filo diretto: l’assessore Roberto Failoni. Assenti solo l’assessora Giulia Zanotelli e l’ex assessora Stefania Segnana, le ultime fedelissime del governatore trentino, dentro una Lega che — nonostante la tregua per il raduno di Pontida — è sempre più divisa a livello nazionale ma anche locale. «La Lega — dicono tutti — non si divide». Ma non è ancora chiaro se resterà in mano a Salvini o ai governatori. Sembra che per tutti non ci sia più spazio.

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