Politica

mercoledì 9 Settembre, 2026

Verso le Provinciali, tra sindaci della Vallagarina prendono posizione: «Ci siamo per un polo autonomista e popolare»

di

A firmare Emanuele Valduga, sindaco di Isera, Lorenzo Conci, di Calliano, e Stefano Gatti, di Ala. «Abbiamo bisogno di un governo provinciale attento, competente e radicato sul territorio».

«Serve un forte progetto politico a vocazione popolare». Tre sindaci della Vallagarina  entrano nel dibattito politico in vista delle prossime elezioni provinciali.

Lo fanno con una lettera aperta. Le firme sono quelle di Emanuele Valduga, sindaco di Isera, Lorenzo Conci, sindaco di Calliano, e Stefano Gatti, sindaco di Ala. Un’iniziativa che nasce, spiegano, dalla volontà di portare nel confronto politico la voce degli amministratori locali, ritenuta ancora poco presente nel dibattito sull’assetto delle future coalizioni e sulla scelta del candidato alla presidenza della Provincia.

«Un grande e coraggioso progetto politico di centro»

I tre sindaci sostengono che sia arrivato il momento per gli amministratori di far sentire la propria voce e incoraggiano «la nascita di un grande e coraggioso progetto politico di centro», definito «a forte vocazione popolare, territoriale e concretamente autonomista».

Secondo i firmatari, i Comuni hanno bisogno di interlocutori provinciali capaci di conoscere direttamente le caratteristiche e le esigenze delle diverse comunità trentine.

«Amministrare la nostra terra richiede equilibrio e sensibilità verso esigenze che cambiano radicalmente dalla montagna alle zone di fondovalle, passando per le singole valli fino ai centri urbani», scrivono.

Il timore espresso è che le dinamiche e le logiche dei partiti nazionali possano finire per «appiattire o ignorare» le peculiarità identitarie e socio-economiche dei territori.

«Serve pragmatismo»

Al centro del progetto immaginato dai tre sindaci ci sarebbe soprattutto il pragmatismo, indicato come uno dei tratti distintivi della cultura amministrativa trentina.

«Chi guida un Municipio affronta la realtà per come quotidianamente si presenta, cercando vere soluzioni ai problemi concreti, senza farsi ingabbiare da schemi ideologici», sostengono Valduga, Conci e Gatti.

Da qui la richiesta di poter dialogare con un governo provinciale che adotti lo stesso approccio, con l’obiettivo di garantire, secondo i promotori, la tenuta del sistema amministrativo e istituzionale del territorio.

L’appello a sindaci e amministratori

I tre primi cittadini ritengono che i tempi siano maturi perché il progetto possa prendere forma e auspicano un’adesione ampia e trasversale tra sindaci e amministratori trentini, indipendentemente dalle rispettive appartenenze politiche.

L’idea, spiegano, non sarebbe quella di costruire una realtà chiusa, ma un progetto plurale e inclusivo, aperto anche alla nascita di nuove liste civiche e a gruppi di pensiero in grado di offrire contributi critici.

L’invito è rivolto direttamente agli amministratori di tutta la provincia: «È il momento di battere un colpo e di uscire allo scoperto. Noi ci siamo per costruire, pronti a fare la nostra parte».

L’obiettivo dichiarato è mettere al centro «i bisogni reali delle comunità», all’interno di una cornice territoriale, popolare e autonomista.

«In questa terra di Autonomia, amministrare le istituzioni è un’arte del tutto particolare», concludono i tre sindaci, sostenendo la necessità di un governo provinciale «attento, competente e radicato sul territorio».

Commenti: