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martedì 1 Settembre, 2026

L’ippopotama più anziana d’Europa dà alla luce il suo 15esimo cucciolo. Camilla ha 55 anni: «Evento eccezionale»

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La nascita al Natura Via di Bussolengo, dove l'esemplare si trova dal 1976

Una nascita da record al Parco Natura Viva di Bussolengo, nel Veronese, dove “Camilla”, l’ippopotama più anziana d’Europa, ha dato alla luce il suo 15° cucciolo all’età di quasi 55 anni.

Un evento eccezionale anche per la conservazione della specie: l’ippopotamo è infatti classificato come vulnerabile all’estinzione dalla Lista Rossa IUCN e il piccolo di Camilla è l’unico esemplare nato in Italia negli ultimi cinque anni.

A dieci giorni dalla nascita, il cucciolo trascorre gran parte del tempo accanto alla madre, allattando sott’acqua e muovendo i primi passi fuori dal laghetto per seguirla. Camilla pesa circa 2.500 chilogrammi, mentre il piccolo ne pesa una cinquantina. I due vivono insieme al resto della famiglia e a un gruppo di antilopi nyala, che ha accolto a sua volta due nuovi nati.

Per garantire la tranquillità della madre e del cucciolo, nessuno può avvicinarsi a loro, né dentro né fuori dall’acqua. Una precauzione che sarà mantenuta anche nelle prossime settimane.

Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena tre anni dopo l’apertura del primo safari. «È con noi da cinquant’anni, ha seguito tutta l’evoluzione del parco e le abbiamo visto allevare già 14 piccoli», racconta Camillo Sandri, direttore zoologico del parco. «Ma a questa età, che è già oltre l’aspettativa di vita di un ippopotamo, nessuno avrebbe mai pensato che fosse addirittura ancora in grado di riprodursi».

Dopo una gravidanza durata circa otto mesi, Camilla ha partorito autonomamente in acqua. Per i primi tre giorni non si è allontanata dal laghetto. Ha poi iniziato a uscire per alimentarsi quando il piccolo ha acquisito sufficiente forza per seguirla, nonostante i movimenti ancora incerti dei primi giorni.

L’acqua rappresenta l’ambiente privilegiato dell’ippopotamo, che in natura offre maggiore protezione rispetto alla terraferma. Quando il cucciolo si stanca, Camilla rimane immobile e gli offre il muso come punto d’appoggio, permettendogli di restare a galla senza affaticarsi. Madre e figlio possono così trascorrere molte ore nell’acqua, proteggendosi anche dal sole e mantenendo la temperatura corporea.

Una specie ancora a rischio

La nascita assume un significato ancora più importante considerando le difficoltà affrontate dalla specie nel suo habitat naturale. Nei 39 Paesi africani in cui l’ippopotamo è ancora presente, la popolazione continua a risentire della perdita e della frammentazione degli habitat di acqua dolce, dell’inquinamento, delle attività estrattive e del bracconaggio.

Particolarmente rilevante è anche il commercio dei denti e dei grandi canini degli ippopotami, utilizzati come alternativa all’avorio di elefante dopo l’introduzione di restrizioni sul commercio di quest’ultimo. Secondo i dati CITES, tra il 2009 e il 2018 il commercio internazionale registrato ha coinvolto parti e derivati riconducibili a circa 13.900 ippopotami.

Il piccolo di Camilla rappresenta così non soltanto una nascita straordinaria per la sua età, ma anche un importante segnale per una specie che continua ad avere bisogno di tutela.

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