Valsugana
venerdì 28 Agosto, 2026
Lago di Caldonazzo, dopo gli annegamenti si studiano soluzioni: il bagnino nei camping e cartelli nelle zone più pericolose
di Johnny Gretter
Dopo l’annegamento di Roy Dutrieux e il salvataggio di padre e figlio a inizio agosto, il Comune di Calceranica valuta nuove misure per aumentare la sicurezza. La Faita: «Prematuro assegnare responsabilità ai privati»
Dei cartelli per segnalare le zone pericolose del lago e il possibile obbligo per i camping di dotarsi di un bagnino: sono queste le ipotesi avanzate dal Comune di Calceranica dopo la morte di Roy Dutrieux, medico olandese annegato annegato mentre faceva il bagno nel lago di Caldonazzo. L’episodio, avvenuto mercoledì nelle acque di fronte al camping Penisola Verde, si è aggiunto all’altro caso simile avvenuto del 4 agosto in cui padre e figlio (due turisti nepalesi) hanno rischiato l’annegamento solo pochi metri più in là, vicino alla spiaggia dell’hotel La Piroga. Adesso, il Comune guidato da Gianni Marzi punta a fare alcuni interventi per migliorare la sicurezza in quel tratto di spiaggia. Un nodo cruciale è l’assenza di un servizio di sorveglianza nella zona della Penisola: il Comune si confronterà direttamente col Servizio Bacini Montani per capire se, al momento del rinnovo della concessione, sia possibile obbligare chi avrà in dote la spiaggia a dotarsi di un bagnino, attualmente non considerato necessario.
«Il decesso avvenuto mercoledì è una fatalità dovuta a un malore – sottolinea il sindaco Marzi -. Quanto invece all’episodio di inizio agosto ho già contattato il Servizio Bacini Montani: l’intenzione è quella di trovare un modo di segnalare il pericolo». Quel tratto di spiaggia infatti si trova vicino ad alcune discese per le barche, non è sorvegliato, e presenta un abbassamento del fondale molto repentino. «Quella zona è comunque considerata la spiaggia dei cittadini di Calceranica: per questo non puntiamo a chiuderla, ma formulare un avvertimento chiaro».
La questione della spiaggia davanti al camping è più delicata. Essendo area privata non è coperta direttamente dal servizio Spiagge Sicure coordinato dalla Comunità di Valle, mentre il camping non ha un obbligo di avere un bagnino che sorvegli la zona. «È solo un’idea, ma anche in questo caso parleremo coi Bacini Montani per capire se in occasione del rinnovo della concessione della spiaggia sia possibile inserire un obbligo per i campeggi di dotarsi di bagnino», conclude Marzi.
Dall’altro lato la Faita (la federazione che riunisce i camping) sottolinea come la responsabilità di vigilare sulle acque del lago ricada sul pubblico. «Il camping deve tutelare quello che c’è al suo interno – spiega il presidente Fabio Poletti -. Se c’è una piscina è buona norma avere il bagnino: proprio quest’anno i Nas hanno fatto controlli a tappetto in tutto il Trentino e sono stati tutti trovati in regola. Mi pare prematuro assegnare responsabilità ai privati». Resta la disponibilità a trovare un modo per migliorare così la sicurezza. «Laddove ci sono dei bagnanti si possono estendere i servizi come quello di Spiagge Sicure: da noi c’è la massima disponibilità a trovare una collaborazione».
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