Valle del Fersina

venerdì 28 Agosto, 2026

L’ex cava diventerà un polo culturale. Il progetto svelato della Provincia di Trento sul monte Costalta

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Il disegno richiama volutamente le tradizionali armature utilizzate nelle gallerie minerarie

Un progetto di cui finora non si era mai fatto menzione, in una delle zone di montagna più «autentiche del Trentino»: un’ex cava d’alta quota dismessa diventerà un moderno polo turistico e culturale immerso nel paesaggio della Valle dei Fersina. Il tutto sul monte Costalta, tra Sant’Orsola Terme e l’Altipiano di Pinè.

La Giunta provinciale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Mattia Gottardi, la deroga al Piano regolatore del Comune di Sant’Orsola necessaria per procedere al completo recupero del sedime minerario. L’intervento rientra nella cornice del Parco Miniere Lagorai e prevede la realizzazione di un complesso con museo panoramico, centro socio-culturale e spazi dedicati a escursionisti e visitatori.

«Trasformiamo un luogo di lavoro e fatica del passato in uno spazio di conoscenza, turismo sostenibile e comunità per il futuro», ha dichiarato Gottardi. «Il recupero dell’ex cava di Costalta dimostra come la memoria storica e la rigenerazione del paesaggio possano diventare un motore straordinario per lo sviluppo della Valle dei Fersina».

Dalla cava al nuovo polo turistico-culturale

L’obiettivo è riconvertire un’area industriale dismessa e in parte degradata in un nuovo punto di riferimento per la Valle dei Fersina, valorizzando al tempo stesso la storia dell’estrazione del porfido e il paesaggio alpino.

Il progetto, firmato dal geometra Mauro Campregher, punta a integrare l’architettura contemporanea con le tracce ancora presenti dell’attività mineraria. L’impianto sarà infatti sviluppato seguendo le linee dei muretti a secco originali, che in passato delimitavano le piazzole utilizzate dai lavoratori del porfido, i cosiddetti «cubettisti», e le strutture di cantiere.

Il Museo del Porfido e della Cava

Il cuore del nuovo complesso sarà il Museo del Porfido e della Cava. L’edificio avrà una struttura compatta e sarà caratterizzato da un’ampia facciata vetrata «a binocolo», orientata verso la valle.

La soluzione architettonica è stata pensata per creare un rapporto diretto tra spazio espositivo e paesaggio, trasformando la vista sulla valle in parte integrante dell’esperienza museale.

Un centro per incontri e attività

Accanto al museo sorgerà il Centro socio-culturale e ricreativo, destinato a ospitare incontri, attività didattiche, un’aula natura e iniziative rivolte alla comunità.

La struttura fungerà inoltre da punto di accoglienza e ristoro per escursionisti e visitatori del Parco Miniere Lagorai.

L’ingresso richiama le vecchie gallerie minerarie

A collegare i diversi spazi sarà il portale di ingresso, costituito da una tettoia sostenuta da una struttura in legno.

Il disegno richiama volutamente le tradizionali armature utilizzate nelle gallerie minerarie della Valle dei Fersina, creando così un ulteriore legame tra il nuovo complesso e la storia del luogo.

Il recupero di Costalta punta dunque a trasformare un’area segnata dal passato industriale in un nuovo spazio dedicato a memoria, cultura, natura e turismo sostenibile, mantenendo visibili le tracce dell’attività estrattiva che per generazioni ha caratterizzato questo territorio.

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