Salute

venerdì 28 Agosto, 2026

Asuit, ancora un blocco informatico: sindacati sul piede di guerra in vista del primo settembre

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L'ultimo episodio ieri, giovedì 27 agosto. La settimana prossima la protesta indetta dalla maggior parte delle sigle

Il personale della sanità trentina scende in piazza il 1° settembre e invita anche i cittadini a partecipare alla mobilitazione. A lanciare l’appello sono Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Uil Fp, Fp Cgil, Cisl Fp, Nursing Up e Fenalt, che denunciano una situazione sempre più critica, tra disservizi informatici, carenza di personale e aggressioni agli operatori sanitari.

Secondo le organizzazioni sindacali, da mesi i continui blocchi dei sistemi informatici stanno rallentando i percorsi di cura, aumentando il carico di lavoro degli operatori e creando difficoltà per gli utenti.

Nel mirino c’è in particolare il sistema Sio dei Pronto soccorso, i cui malfunzionamenti, sostengono i sindacati, si ripetono ormai da mesi in tutta la provincia, con conseguenze sui tempi di attesa e sulla sicurezza delle cure. Problemi vengono segnalati anche per Cup, prelievi, radiologia e centro oncologico.

«I blocchi ripetuti del sistema Sio nei Pronto Soccorso di tutta la provincia si trascinano ormai da mesi», affermano le organizzazioni, secondo cui la situazione sarebbe il risultato della «fragilità di un’infrastruttura digitale mai davvero messa in sicurezza».

Nuovo blocco informatico

A riaccendere i riflettori sulla questione è stato anche il nuovo blocco informatico del 27 agosto, indicato dai sindacati come «l’ennesima conferma che il problema è strutturale e non più rinviabile».

Le ricadute, sostengono, coinvolgerebbero l’intero sistema sanitario provinciale, «dai reparti alle famiglie che ogni giorno si affidano al servizio pubblico».

«Aggressioni al personale in aumento»

Accanto ai problemi informatici, i sindacati pongono l’accento anche sul tema della sicurezza degli operatori sanitari.

«Le aggressioni al personale sanitario sono in aumento e l’Azienda non ha ancora dato risposte strutturali», denunciano. Da qui la richiesta di protocolli di prevenzione, presidi di sicurezza adeguati e un sostegno concreto agli operatori vittime di aggressioni.

«Non solo dichiarazioni di solidarietà dopo ogni episodio», sottolineano le organizzazioni.

Azienda nel mirino

Per i sindacati, tuttavia, i problemi tecnologici rappresentano soltanto «la punta dell’iceberg». Nel documento diffuso in vista della mobilitazione viene contestata anche quella che viene definita l’assenza di una regia politica chiara su Asuit.

«Non si capisce a quale mandato politico risponda l’Azienda e la Provincia interviene quasi sempre dopo che le polemiche sono già esplose», sostengono.

Tra le criticità indicate anche la carenza cronica di organico, che secondo le organizzazioni non sarebbe stata ancora affrontata in modo credibile, nonostante i piani assunzionali.

I sindacati denunciano inoltre la distanza tra alcuni contratti firmati e la loro concreta applicazione, oltre alla mancanza di un adeguato age management, particolarmente importante in un comparto caratterizzato da un’età media del personale in crescita.

La mobilitazione

Le sette organizzazioni sindacali scenderanno dunque in piazza insieme il 1° settembre, invitando alla mobilitazione anche i cittadini.

«Non per fare lotta politica, ma per il bene della nostra comunità», precisano, chiedendo fatti e non promesse.

Le richieste riguardano una governance chiara, un piano organico strutturale, investimenti sulle persone prima che sulla tecnologia e protocolli concreti per contrastare le aggressioni al personale.

«La salute dei cittadini e la dignità di chi lavora non possono aspettare. La sanità è un diritto, non può restare ostaggio dei disservizi», concludono i sindacati.

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