Politica

martedì 25 Agosto, 2026

Fratelli d’Italia, dopo le accuse di Gerosa, Katia Rossato è un fiume in piena: «Emarginata, non avevo nemmeno l’elenco degli iscritti. Nel partito c’è un problema, basta incolpare i tanti che se ne vanno»

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La replica dopo le dimissioni dalla presidenza del circolo di Trento: «Io inattiva? Nessuno si è mai lamentato»

È un fiume in piena Katia Rossato, sponente di Fratelli d’Italia in aperta rottura con la leadership provinciale. Accusata di inattività dalla segretaria trentina Francesca Gerosa, l’ex consigliera provinciale ora replica alle dichiarazioni dell’assessora alla Cultura e del coordinatore regionale Alessandro Urzì, che le hanno contestato una presunta inattività alla guida del Circolo di Trento, circolo di cui ha lasciato la presidenza nella giornata di lunedì

«Sono sinceramente stupita dalle dichiarazioni della presidente provinciale Francesca Gerosa e del coordinatore regionale Alessandro Urzì, perché mi trovo oggi accusata di aver tenuto fermo il Circolo di Trento e di essere stata inattiva nel mio ruolo».

Rossato parla di una contestazione arrivata «come un fulmine a ciel sereno». «Nei mesi scorsi non ho ricevuto alcuna rimostranza, alcuna contestazione, né alcuna avvisaglia rispetto alle considerazioni che ho espresso e che oggi, evidentemente, qualcuno ha deciso di trasformare in un problema politico».

Secondo l’ex esponente di FdI, se il suo operato fosse stato considerato insoddisfacente, sarebbe stato necessario un confronto preventivo. «Sarebbe stato sufficiente confrontarsi con me, chiedermi conto dell’attività svolta o indicarmi quali iniziative avrei dovuto organizzare diversamente. Nulla di tutto questo è avvenuto».

Rossato contesta quindi la ricostruzione relativa alla presunta inattività del Circolo e invita i vertici provinciali a confrontarsi sui risultati ottenuti.

«Prima di accusare gratuitamente chi ha ricoperto un incarico con serietà, sarebbe opportuno che chi oggi governa il Partito a livello provinciale si chiedesse cosa abbia fatto, concretamente, per rafforzarlo».

Da qui una serie di domande rivolte direttamente ai vertici di Fratelli d’Italia: «Quali iniziative sono state organizzate nell’ultimo periodo a livello provinciale? Quali attività politiche e territoriali sono state promosse? Quale coinvolgimento degli iscritti e dei militanti è stato realizzato? E con quali risultati?».

Per Rossato, «è singolare che chi ha responsabilità di vertice trovi il tempo per giudicare l’operato degli altri, ma non quello per fare un bilancio del proprio».

Nel rivendicare il proprio operato, Rossato sottolinea di aver lavorato soprattutto sul territorio, mantenendo un rapporto diretto con i rappresentanti di Fratelli d’Italia nelle Circoscrizioni.

«In primavera ho organizzato personalmente un momento di incontro e confronto tra i Consiglieri Circoscrizionali, proprio con l’obiettivo di favorire il dialogo, il coordinamento e la presenza politica di Fratelli d’Italia sul territorio».

L’ex presidente del Circolo sostiene inoltre che, a quell’incontro e ad altri momenti di confronto, «alcuni Consiglieri che fanno riferimento alla presidente Gerosa non hanno partecipato».

«Non ho mai trasformato questa circostanza in una questione personale, né ho mai impedito a qualcuno di partecipare. Ho svolto il mio ruolo cercando di coinvolgere tutti, senza distinguere le persone sulla base delle loro appartenenze o delle loro vicinanze politiche».

Tra le questioni sollevate da Rossato c’è anche quella relativa all’elenco aggiornato degli iscritti al Circolo.

«Ho richiesto più volte all’attuale presidente provinciale di poter disporre dell’elenco aggiornato degli iscritti del Circolo e, nonostante le ripetute richieste, non mi è mai stato consegnato».

Una situazione che, secondo Rossato, avrebbe reso più difficile organizzare un’attività strutturata e coinvolgere gli iscritti. «Per questo trovo francamente paradossale che oggi si giudichi l’attività del Circolo senza considerare le condizioni concrete nelle quali ho svolto il mio incarico».

Rossato allarga poi la sua critica alla gestione complessiva del Partito in provincia di Trento, facendo riferimento alle diverse persone che nell’ultimo anno e mezzo hanno lasciato Fratelli d’Italia.

«Davvero pensiamo che il problema siano sempre e soltanto le persone che se ne vanno? Davvero è sufficiente esprimere soddisfazione o addirittura applaudire chi abbandona il Partito, come è accaduto da parte della presidente Gerosa in occasione degli abbandoni di alcuni Consiglieri Provinciali, senza mai interrogarsi sulle ragioni profonde di quelle scelte?».

Secondo Rossato, «un Partito cresce quando valorizza le persone, ascolta chi si impegna, affronta le criticità e prova a ricomporre ciò che si rompe. Non quando considera una perdita come una liberazione e chi decide di andarsene come qualcuno di cui fare tranquillamente a meno».

E aggiunge: «Se Gerosa e Urzì ritengono che il problema del Circolo di Trento fosse semplicemente la persona che lo guidava, ne prendo atto. Ma questa è una loro lettura politica, non la realtà dei fatti».

Rossato interviene anche sulle dichiarazioni della capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Ilaria Goio, secondo cui l’ex presidente del Circolo non l’avrebbe mai contattata.

«Credo sia necessario ristabilire anche in questo caso la realtà dei fatti», afferma Rossato, secondo cui, sui principali temi politici, la capogruppo avrebbe scelto in più occasioni di confrontarsi direttamente con Gerosa o Urzì.

«Fin dall’inizio ho dovuto richiamare l’attenzione dei vertici del Partito sul rispetto dei ruoli. Non si trattava di una questione personale, ma del corretto funzionamento della struttura politica».

Per Rossato, quindi, «il confronto politico deve essere reciproco e non può essere invocato a posteriori per costruire una ricostruzione dei fatti che non condivido».

L’ex presidente del Circolo arriva poi a porre una questione politica sull’autonomia del gruppo consiliare: «Quando una capogruppo comunale, sui principali temi politici, si confronta sistematicamente con la presidente provinciale o con il coordinatore regionale anziché con il presidente del Circolo, è legittimo chiedersi dove finisca l’autonomia del Gruppo Consiliare e dove inizi l’indirizzo della presidente provinciale».

Da qui la sua battuta più polemica: «La sensazione, francamente, è che Fratelli d’Italia a Trento abbia ormai un “ottavo Consigliere Comunale” occulto: la presidente Gerosa».

In conclusione, Rossato rivendica il lavoro svolto alla guida del Circolo e respinge con fermezza l’accusa di inattività.

«Io non rimpiango il lavoro fatto e non ho bisogno di riscriverlo per giustificarmi. Ho svolto il mio incarico con serietà, trasparenza e spirito di servizio, cercando di fare ciò che ritenevo utile per il Circolo e per il Partito».

E ancora: «Se oggi questo viene definito “inattività”, significa semplicemente che abbiamo una concezione molto diversa di cosa significhi fare politica».

Rossato assicura infine che continuerà a esprimere le proprie opinioni anche quando risultano scomode: «La politica dovrebbe essere soprattutto coerenza, lealtà e rispetto per chi sceglie di mettere gratuitamente a disposizione del Partito tempo, energie, esperienza e passione».

La conclusione è un’ulteriore rivendicazione del proprio operato: «Le dichiarazioni di Gerosa e Urzì sul mio operato non cambiano ciò che è accaduto e non trasformano i fatti in qualcosa di diverso. Rivendico semplicemente il lavoro che ho svolto e contesto con fermezza una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà».

«Le opinioni possono essere diverse, ma i fatti restano fatti. E i fatti, nel mio caso, sono documentabili».

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