L'intervista

domenica 23 Agosto, 2026

Le retrovie web dello spaccio: Ozempic e droga venduti su Telegram. La docente: «È un rischio per la salute pubblica»

di

La direttrice dell’Addiction Science Lab dell’Università di Trento racconta il fenomeno. Sotto osservazione anche i farmaci GLP-1

Per comprare la droga non è più necessario andare nei vicoli o nei parchi e contrattare con gli spacciatori. E questo già da anni. C’è un modo più smart: una semplice richiesta via chat. E per i più «smanettoni», gli accessi al dark web. Una modalità di marketing che si è rivelata di tale successo che, ora, si è estesa anche ai farmaci, quelli che avrebbero bisogno della prescrizione. In questo modo non solo si evita il contatto tra spacciatore e cliente, ma anche la consegna è più difficile da intercettare: molto spesso il «prodotto» viene consegnato in un luogo convenuto, che viene comunicato solo dopo aver ricevuto il denaro, anche questo, solitamente, abbandonato in contanti. Il fenomeno è stato ampiamente documentato a Trento e dintorni. E, sempre a Trento, ha ispirato un filone di ricerche di cui si sta occupando l’Addiction Science Lab, il centro interdisciplinare dell’Università che studia le dipendenze. «È un fenomeno in crescita — spiega Ornella Corazza , Professoressa ordinaria al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento e Direttrice del Centro — e che stiamo cercando di portare sui tavoli di chi di dovere, dai servizi sanitari, ai forze dell’ordine ai politici, perché rappresenta un rischio per la salute pubblica».
Professoressa Corazza, i numeri delle operazioni antidroga a Trento rivelano un aumento del traffico di alcune droghe, soprattutto crack e cocaina. La sorprende?
«No, purtroppo sono in linea con la situazione europea. Si tratta di sostanze sempre più potenti in grado di generare una rapida dipendenza la cui distribuzione è’ facilitata anche dai nuovi canali di diffusione».
Intende i social?
«Sì, una delle piattaforme più utilizzate è probabilmente Telegram. A questa si affianca il dark web, dove una quota rilevante dei prodotti commercializzati è costituita da sostanze illegali e dove si sta registrando una forte crescita anche dell’offerta di farmaci soggetti a prescrizione, che dovrebbero essere assunti esclusivamente sotto controllo medico».
Quali in particolare?
«Stiamo studiando in particolare prodotti per migliorare le performance, di tutti i tipi: fisica, cognitiva e sessuale. Tra questi, come evidenzia uno studio che abbiamo pubblicato di recente, i farmaci con il recettore GLP-1, tra i quali uno dei più noti è l’Ozempic».
Cosa avete scoperto?
«Abbiamo analizzato quasi 650 mila messaggi su Telegram in chat dedicate alla vendita dei farmaci e questa tipologia di medicinali è tra le più menzionate, in oltre 2.800 post. Il target sono le persone che non si sentono a proprio agio con il proprio corpo, come gli adolescenti, che affrontano una delicata fase neuro evolutiva».
Siamo davanti a un problema culturale?
«Direi proprio di sì: alla base c’è una componente socio-culturale e psicologica molto forte. I canali Telegram dedicati a questo commercio illecito si inseriscono nel più ampio fenomeno della fitspiration, un trend alimentato dai social network attraverso la continua esposizione a immagini di corpi perfetti, spesso ritoccati digitalmente o addirittura generati dall’intelligenza artificiale. In Italia il fenomeno assume una rilevanza particolare. Lo dimostrano i risultati di uno studio internazionale che abbiamo coordinato e che ha coinvolto dieci Paesi: circa un italiano su cinque presenta un livello elevato di insoddisfazione per la propria immagine corporea, il dato più alto tra i Paesi analizzati. Una vulnerabilità che, in alcuni casi, può assumere una dimensione clinica».

Commenti: