L'annuncio

martedì 18 Agosto, 2026

Giovanni Battista Maestri contro il Puzzone di Moena: «Pronta la denuncia per frode in commercio»

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Il padre di Mattia, morto dopo aver contratto la Seu. «Viene commercializzato come formaggio a latte crudo, anche se il disciplinare è cambiato. Le etichette? In molti caseifici non sono rispettate3

«Nel pomeriggio depositerò querela e riguarderà la commercializzazione del Puzzone di Moena DOP con indicazioni mendaci». Ad annunciarlo è Giovanni Battista Maestri, papà di Mattia, il bambino morto dopo aver trascorso anni in stato vegetativo a seguito di una grave infezione (Seu) contratta dopo aver mangiato formaggio a latte crudo.

Al centro della denuncia, secondo quanto riferito da Maestri, ci sarebbe la commercializzazione di prodotti presentati come «a latte crudo», nonostante la modifica del disciplinare di produzione del Puzzone di Moena DOP, che nel 2025 avrebbe imposto l’utilizzo di latte termizzato.

«Eppure il formaggio continua, in diversi casi, a essere presentato come prodotto “a latte crudo”, nonostante il latte sia stato sottoposto a un trattamento termico incompatibile con tale definizione», sostiene Maestri.

Secondo il padre di Mattia, le possibilità sarebbero due: «Il Puzzone viene realizzato a latte crudo non rispettando il disciplinare DOP oppure il prodotto è realizzato con latte termizzato ma viene commercializzato come se fosse ottenuto da latte crudo».

Per Maestri, in entrambi i casi «emergono profili che richiedono l’intervento della magistratura e una verifica alla luce della nuova disciplina sui reati agroalimentari introdotta dalla legge n. 75 del 2026». Le condotte contestate, aggiunge, «presentano elementi legati alla frode in commercio e alle nuove fattispecie previste dalla normativa in materia di frodi agroalimentari».

Maestri riferisce di aver raccolto «etichette, confezioni, pagine internet, fotografie e documentazione» che intende consegnare alla Procura.

I soggetti denunciati

Nella denuncia, secondo quanto annunciato, saranno indicati il Caseificio Sociale di Predazzo e Moena, il Gruppo Formaggi del Trentino, Trentingrana-Concast, la piattaforma di vendita «In Trentino», riconducibile al sistema cooperativo, la Cooperativa di Aldeno e Mattarello e la Cooperativa di Pinzolo, «per i rispettivi ruoli nella produzione, confezionamento, commercializzazione e vendita dei prodotti a latte crudo».

Maestri punta inoltre il dito contro quello che definisce «il pressapochismo del sistema caseario Concast-Trentingrana e del Consorzio del Puzzone DOP».

«Su 21 esercizi, 12 senza avvertenze»

Nei giorni scorsi Maestri afferma di essersi recato in diversi caseifici e punti vendita per verificare le informazioni rivolte ai consumatori. «Su 21 esercizi visitati, 12 non esponevano alcuna avvertenza per il consumatore e altri 3 utilizzavano cartelli illeggibili», riferisce. Secondo i suoi calcoli, «oltre il 70% dei punti controllati non fornisce informazioni adeguate» sui prodotti oggetto delle sue contestazioni.

«Tutte queste nefandezze saranno portate all’attenzione dei NAS», conclude Maestri.

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