Cronaca

giovedì 1 Ottobre, 2026

Lutto nel mondo del giornalismo trentino, è morto Claudio Chiarani, per anni ha raccontato l’Alto Garda

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Aveva 69 anni. «Gas» collaborava con il quotidiano l'Adige e con il sito web d'informazione La Busa

Lutto nel giornalismo trentino. È morto a 69 anni Claudio Chiarani, giornalista professionista e collaboratore de l’Adige e di altre testate locali. Per anni ha raccontato con attenzione e passione Riva del Garda, l’Alto Garda e il territorio circostante, diventando un punto di riferimento per la comunità. Chiarani, lascia una moglie e una figlia.

Per tutti, o quasi, era semplicemente «Gas». Un soprannome dovuto al suocarattere: la parlantina inesauribile, il gusto per il racconto e per l’aneddoto, la capacità di trasformare anche una piccola avventura quotidiana in una storia da condividere.

La notizia è stata data dalla famiglia nella mattinata di di giovedì 1 ottobre, nella sua abitazione di via Cattoni. Chiarani era malato da tempo

Arrivato al giornalismo attorno agli anni Novanta, dopo il diploma di perito elettrotecnico, ha collaborato a lungo con la stampa locale, in particolare con il quotidiano l’Adige. Nel tempo si era costruito una conoscenza profonda del territorio, delle sue istituzioni, dello sport e soprattutto delle persone.

Negli ultimi anni la sua firma era legata in modo particolare a La Busa, il portale di informazione online dell’Alto Garda e Ledro, con il quale aveva iniziato a collaborare già da tempo e dove aveva trascorso gli ultimi cinque anni della sua attività lavorativa come dipendente.

Quella per il giornalismo non era però l’unica grande passione di Chiarani. Era anche un appassionato e profondo conoscitore del parapendio e del base jumping, discipline che aveva seguito e vissuto con particolare interesse.

Amava inoltre le moto, la strada e la libertà. A ricordarlo è anche l’ex sindaco di Arco Alessandro Betta, che ha condiviso un messaggio accompagnato da una fotografia insieme a Chiarani: «Ciao, Claudio. Non molti sapevano che condividevamo anche la passione per le due ruote. Forse perché certe cose non hanno bisogno di essere raccontate: si vivono. Tu che per una vita hai volato con il parapendio, che amavi le moto, la libertà e i sogni. Con me hai condiviso un sogno fatto di strada, vento e libertà. E questa foto oggi conserva un pezzo di quel sogno. Mi piace pensare che, da qualche parte, tu stia ancora volando e che ci sia una strada ancora da percorrere. Buon viaggio, Claudio e che la terra ti sia lieve. E grazie ancora per quel sogno condiviso».

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