Il lutto
venerdì 2 Ottobre, 2026
Addio all’architetto Giancarlo Piccoli: fu l’autore del prg di Tenno e i restauri di chiese dell’Alto Garda
di Redazione
Aveva 87 anni, originario di Mori viveva a Riva del Garda. Il lavoro di cui andava più orgoglioso: un ospedale d'alta quota in Tanzania
Si è spento mercoledì pomeriggio, all’età di 87 anni, l’architetto Giancarlo Piccoli, noto nell’Alto Garda e a Mori, suo paese d’origine, non solo per l’attività professionale ma anche per il suo lungo e appassionato impegno come volontario in Africa.
Nato il 15 giugno del 1939, era il primogenito di Cornelio Piccoli, proprietario a Mori dell’omonimo mulino che oggi ospita l’auditorium comunale, mentre la casa di famiglia è stata destinata dall’amministrazione pubblica (che ha acquisito l’intero compendio) a biblioteca. Diplomato geometra a Rovereto, dopo alcune collaborazioni e una breve parentesi all’ufficio tecnico del Comune di Verona, aveva intrapreso l’attività libero professionale, dal 1975 come architetto dopo aver conseguito la laurea al Politecnico di Milano. Nel corso della sua carriera aveva collaborato soprattutto con le pubbliche amministrazioni trentine, firmando vari progetti, tra questi il risanamento e restauro dell’ex chiesa del Pernone, con il relativo parco, il Prg del Comune Tenno, il restauro della porta San Michele a Riva del Garda e le pavimentazioni del centro storico di Mori e di Arco, la direzione lavori della piscina Meroni di Riva del Garda.
Sul fronte privato, si occupò della progettazione dell’Hotel Flora di Rovereto (successivamente modificato), edificio ora destinato a studentato. Come tecnico, aveva anche fatto parte della commissione provinciale per la tutela dei beni architettonici e negli anni Ottanta aveva guidato per un mandato, in veste di presidente, il Lions Club di Arco-Riva del Garda.
Giancarlo era un personaggio poliedrico, dotato di una spiccata curiosità che lo spingeva a esplorare molti mondi, non necessariamente legati al suo ambito professionale. Negli anni Ottanta la passione per lo studio dei materiali lo aveva portato a firmare il brevetto per una delle prime porte tagliafuoco realizzate con il sughero. Dotato di una manualità fuori dal comune, si era dedicato da giovane all’aeromodellismo e sino all’ultimo ha coltivato il sogno di realizzare un ultraleggero fatto in casa. Camperista della prima ora, con la famiglia negli anni Settanta e Ottanta aveva girato l’Europa (quella dei confini e dei passaporti) in lungo e in largo a caccia di tutti quei tesori artistici che aveva studiato sui libri. Un amore, quello per l’arte, nella quale «leggeva» i segni della Storia, che lo aveva convinto ad insegnare per alcuni anni nell’istituto privato Gardascuola.
Uomo rigoroso, non di rado puntiglioso, polemico al punto giusto e particolarmente allergico a certe furbizie del «mondo», aveva una cultura personale straordinaria che lo portava ad essere un conversatore formidabile in ogni campo delle conoscenze, umanistiche e scientifiche.
Ma è stato dopo la pensione che l’architetto Piccoli ha potuto liberare la sua «anima sociale», già sperimentata come socio fondatore della cooperativa Eliodoro. Grazie all’associazione Kusaidia di Mori, Giancarlo ha «scoperto» l’Africa, la Tanzania in particolare, dove ha trascorso lunghi periodi per progettare, come volontario, alcune opere a servizio della collettività. Di una andava particolarmente fiero e non mancava occasione per ricordarlo: l’ospedale, progettato per conto della congregazione della Consolata, a Ikonda, nel distretto di Makete, nella regione di Njombe, a circa 2.050 metri di altitudine. Un presidio sanitario fondamentale per l’area, un’eredità che racconta l’anima più autentica dell’architetto scomparso. Giancarlo Piccoli lascia la moglie Maria Grazia (solo pochi giorni fa avevano festeggiato i sessant’anni di matrimonio), i figli Matteo, Lorenzo e Gianfranco. Il funerale verrà celebrato domani alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di Varone.
montagna
La Sat compie 100 anni: sabato a Riva sarà inaugurato il Sentiero del Centenario (e della Regina)
di Leonardo Omezzolli
Per l'occasione quattro escursioni partiranno nel corso della mattinata seguendo itinerari e modalità differenti e arriveranno a Bocca di Trat, dove si terrà la cerimonia ufficiale
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.