Economia

venerdì 14 Agosto, 2026

Turismo, a Ferragosto in Trentino stanze piene: è il territorio con il tasso di occupazione più alto d’Italia

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Nel periodo tra giugno e settembre prenotazioni al 64,4% in provincia

Continua ad andare a gonfie vele la stagione turistica estiva in Trentino. Lo conferma il nuovo rapporto del Ministero del turismo che comprende le prenotazioni fino a Ferragosto ed è stato pubblicato sul sito. Già il titolo è improntato all’ottimismo per tutto il paese: «Un’altra estate italiana da record». In particolare si osserva che in tutta Italia il tasso di saturazione, ovvero il tasso di occupazione dei posti letto, in Italia in agosto è del 58,5%, mentre la Spagna si ferma al 54% e in Francia al 41%. Nella settimana di Ferragosto il picco di saturazione del 65,4%, anche in questo meglio di Francia e Spagna.

Tasso di occupazione al top

E il Trentino guida questa corsa con il 64,4% di tasso di occupazione in tutto il periodo tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026, seguono il Veneto con il 63,3%, la provincia di Bolzano con il 62,1% e il Friuli Venezia Giulia, con il 62,7%. Tutta l’area del Nordest, quindi, vanta una crescita molto più marcata rispetto al resto del paese che ha un tasso medio di saturazione del 58,9%.

Prezzi più alti

Per quanto riguarda la redditività, ovvero il costo medio a posto letto Bolzano è la provincia che riesce a spuntare i prezzi più alti con una media di 322,6 euro a stanza. Trento, sia pure staccata, si piazza al secondo posto, con un prezzo medio di 204,3 euro. Il Veneto si ferma a quota 182,5 euro, la Valle d’Aosta a 176,3 euro, la Liguria a 171,8 euro, la Sardegna a 167,1 euro.

I flussi turistici

Il Trentino Alto Adige si piazza bene anche nella classifica di arrivi e presenze, con un incremento del 5% negli arrivi e del 3,9% nelle presenze, di poco superiore alla media italiana. L’analisi dei flussi turistici in Italia nel periodo gennaio-giugno 2026, condotta attraverso il confronto degli arrivi e delle presenze rilevati dalla banca dati web alloggiati con quelli del corrispondente periodo del 2025, evidenzia un andamento complessivamente positivo.

A livello nazionale gli arrivi sono aumentati del 4,4%, mentre le presenze hanno registrato una crescita ancora più sostenuta (+4,9%), indicando non solo un incremento dei flussi turistici, ma anche un moderato allungamento della permanenza media.

La crescita ha interessato tutte le regioni italiane, seppure con intensità differenti, confermando un quadro di espansione diffusa della domanda turistica.

Le performance migliori si osservano in Calabria, che registra il maggiore incremento degli arrivi (+10,7%) e delle presenze (+12,5%), risultando la regione con la crescita più elevata nel periodo considerato. Risultati particolarmente positivi si rilevano anche in Umbria (+9,7% negli arrivi e +7,8% nelle presenze), Piemonte (+8,5% e +9,6%) e Sardegna (+8,2% e +9,4%), che mostrano incrementi significativamente superiori alla media nazionale.

Tra le altre regioni con una crescita sostenuta si segnalano la Puglia (+7,6% negli arrivi e +7,7% nelle presenze), l’Abruzzo (+7,2% e +7,7%), la Liguria (+6,6% e +4,2%) e il Molise (+6,5% e +7,8%). Anche il Lazio evidenzia una crescita superiore alla media nazionale, con un incremento del 5,5% degli arrivi e del 7,0% delle presenze.

Le regioni caratterizzate da incrementi prossimi alla media italiana comprendono, oltre al Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia (+4,7% e +0,9%), le Marche (+4,4% e +5,0%) e il Veneto (+4,3% e +4,4%).
Incrementi più contenuti si osservano invece in Emilia-Romagna (+3,4% per arrivi e presenze), Basilicata (+2,9% e +2,7%), Toscana (+2,9% e +2,5%), Sicilia (+2,8% negli arrivi e +6,0% nelle presenze), Valle d’Aosta (+2,7% e +4,0%), Campania (+2,4% e +3,7%) e Lombardia (+2,2% e +3,3%).

Insomma, il report conferma che il Trentino è ai vertici per quanto riguarda il tasso di occupazione di stanze e strutture e anche per il costo dei posti letto, mentre ha un incremento di presenze e arrivi di poco superiore alla media italiana mentre altri territori fanno registrare aumenti ben superiori, questo perché i livelli di Trentino e Alto Adige sono già molto alti, tanto che i prezzi delle due province sono nettamente superiori a tutti gli altri.

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