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martedì 11 Agosto, 2026
Giustizia riparativa, l’Università di Trento farà la sua parte: approvata una convenzione con la Regione per formazione e consulenza
di Redazione
Prevista dalla riforma Cartabia, punta alla responsabilizzazione dei condannati e alla ricomposizione dei conflitti con la parte lesa
Creare una collaborazione stabile per sviluppare formazione, ricerca, innovazione organizzativa e supporto tecnico-scientifico nel campo della giustizia riparativa. È questo l’obiettivo dell’Accordo di collaborazione quadriennale approvato dalla Giunta regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, su proposta del presidente Arno Kompatscher, con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento.
«Con questo accordo compiamo un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema di giustizia moderno, attento ai bisogni delle persone e capace di ricucire le ferite del tessuto sociale», ha dichiarato Kompatscher, sottolineando il ruolo della giustizia riparativa nell’affiancare al percorso giudiziario occasioni di dialogo, responsabilizzazione e ricomposizione dei conflitti.
L’intesa punta a mettere in rete l’esperienza operativa del Centro per la Giustizia Riparativa con le competenze scientifiche e didattiche dell’Università di Trento, con l’obiettivo di garantire elevati standard nella formazione dei mediatori e nell’offerta dei servizi rivolti ai cittadini.
La collaborazione si inserisce nel percorso di attuazione della Riforma Cartabia e nel processo istituzionale che ha portato alla nascita del Centro per la Giustizia Riparativa nel distretto della Corte d’Appello di Trento.
Un ruolo centrale sarà svolto dall’Osservatorio sulla giustizia di pace, conciliativa e riparativa della Facoltà di Giurisprudenza. Grazie alle sue competenze, potranno essere sviluppati: percorsi formativi per mediatori esperti e formatori, programmi di aggiornamento professionale, tirocini, progetti di ricerca nazionali ed europei, attività di supporto tecnico-scientifico e di innovazione organizzativa.
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