Le proteste

domenica 26 Luglio, 2026

No Tav in val di Susa, sale a 68 il numero dei feriti

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Crescono i feriti mentre i sindacati di Arma e Polizia di Stato esprimono forte preoccupazione per gli attacchi subiti

Sale a 68 il numero dei feriti appartenenti alle forze dell’ordine a seguito degli scontri che si sono verificati ieri nei cantieri della Tav a Chiomonte: 48 sono carabinieri. Ieri due camionette dell’Arma sono state date alle fiamme.  «Esprimiamo rabbia, indignazione e profonda preoccupazione per l’ennesima escalation di violenza in Val di Susa – dichiara il Silf (Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri) interviene in merito ai gravi disordini avvenuti ieri presso il cantiere della TAV Torino-Lione a Chiomonte. che ha provocato il ferimento di appartenenti alla Guardia di Finanza e alle altre Forze di Polizia. Chiediamo che gli autori delle violenze vengano individuati in tempi rapidi e puniti con il massimo rigore previsto dalla legge. Ma questo, da solo, non basta: è arrivato il momento che lo Stato dimostri con i fatti di essere davvero al fianco dei propri servitori. Servono strumenti di protezione sempre più efficaci, mezzi adeguati, un costante investimento nella sicurezza degli operatori e un pieno riconoscimento del rischio che il personale affronta ogni giorno».

Forte presa di posizione anche da Unarma, Associazione Sindacale Carabinieri, che esprime «la più ferma condanna per le gravissime violenze avvenute in Val di Susa durante le manifestazioni legate al movimento No Tav e rinnova la piena solidarietà ai Carabinieri e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine rimasti feriti nello svolgimento del proprio servizio».  E ancora: «Non possiamo più accettare che uomini e donne in uniforme diventino bersaglio di una violenza organizzata e sistematica – dichiara Antonio Nicolosi, Segretario Generale Nazionale di Unarma -. Dare alle fiamme un mezzo dell’Arma, lanciare pietre, bombe carta e ordigni contro i Carabinieri non è dissenso, non è protesta: è un attacco diretto allo Stato e ai suoi servitori.  Chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini non può essere lasciato solo. Servono tutele concrete, sostegno istituzionale e una risposta ferma dello Stato. La solidarietà non può limitarsi ai comunicati quando i riflettori sono accesi. Su episodi di questa gravità non possono esistere ambiguità né silenzi. La violenza contro le Forze dell’Ordine va condannata senza distinguo, sempre. Difendere i Carabinieri significa difendere la legalità, la democrazia e la sicurezza dell’intera collettività. A tutti i colleghi che, anche sotto una pioggia di violenza, hanno continuato a svolgere il proprio dovere con disciplina, coraggio e senso dello Stato, va il nostro più profondo rispetto. Unarma sarà sempre al loro fianco».