Il caso
martedì 14 Luglio, 2026
L’app IO non riconosce i nomi con la dieresi. Rieder (Team K): «Esclusi molti altoatesini»
di Melissa Bertagnolli
La consigliera provinciale di Bolzano: «Problemi a caricare la patente. Le dieresi sono una parte naturale della lingua e dell’identità tedesca»
Cittadini altoatesini impossibilitati a utilizzare l’app IO perché il sistema non riconosce le dieresi, i due puntini sopra un grafema, generalmente vocalico (ä, ö, ü). A denunciarlo è la consigliera provinciale di Bolzano Maria Elisabeth Rieder (Team K): «Le dieresi sono una parte naturale della lingua e dell’identità tedesca».
Quello che sembra un semplice dettaglio grafico è diventato una vera e propria barriera d’accesso ai servizi pubblici digitali: l‘app statale IO è un punto di accesso digitale che permette ai cittadini di interfacciarsi con la pubblica amministrazione, avendo a portata di smartphone comunicazioni, tra cui scadenze e avvisi, e documenti associati al proprio codice fiscale, quali patente di guida e tessera Sanitaria. L’applicazione vede al suo interno anche una serie di incentivi e agevolazioni erogati dallo Stato quali la Carta giovani nazionale, che permette ai cittadini tra i 18 e i 35 anni l’accesso a sconti e convenzioni di varia natura. Da gennaio, l’app non accetta nel sistema nomi o cognomi con dieresi: durante la procedura di inserimento dei dati personali, un messaggio comunica un errore relativo ai propri dati anagrafici noto come «problema anagrafe», situazione che interessa numerosi cittadini altoatesini, impossibilitati a caricare la patente di guida sul «portafoglio elettronico» (IT-Wallet) dell’app IO e che porta a un significativo svantaggio, «all’esclusione delle persone a causa del proprio nome», dice Rieder, che ha presentato un’interrogazione sul tema.
L’errore di sistema sembrerebbe non direttamente collegato all’applicazione in sé: per l’inserimento di un documento, infatti, la piattaforma richiede una precisa corrispondenza tra l’anagrafe nazionale (Anpr), i dati delle identità digitali (Spid o Cie), e i database delle amministrazioni, come, nel caso della patente, quelli della motorizzazione civile. «A inizio anno mi hanno chiamato delle persone che avevano quel problema – dichiara la consigliera – ho presentato una domanda d’attualità in Consiglio su cosa si potesse fare e il presidente Kompatscher mi ha risposto che il problema, noto alla giunta, è una questione discussa a diversi livelli: è stato avviato in merito un contatto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Roma». Stando a quanto affermato dalla consigliera, non sono ancora chiare le cause dirette del malfunzionamento del sistema: «Sembra che la problematica non sia all’interno dell’app IO, ma potrebbe coinvolgere il database dell’anagrafe nazionale della popolazione residente. Che coinvolga l’una o l’altra, comunque sia è una cosa da risolvere».
Rieder, convinta che serva «un rapido adeguamento tecnico», dopo essersi rivolta al presidente Kompatscher spiega che «il presidente non è a conoscenza degli esiti delle verifiche e di eventuali ulteriori passi. Gli uffici competenti stanno esaminando le possibili soluzioni. Non appena saranno disponibili i relativi riscontri, questi verranno attentamente valutati sotto il profilo della loro fattibilità e concreta attuazione». Da quando si è venuti a conoscenza del disguido a gennaio, il problema interessa «sempre più persone» e se anche non è stata trovata una soluzione finora, la consigliera mantiene alta l’attenzione sul tema e auspica che «forse adesso siamo ad un punto di svolta» per permettere il completo utilizzo del servizio statale da parte della realtà linguistica dell’Alto Adige. «Se nel frattempo non viene risolto il problema, presenterò ancora una domanda in Consiglio per settembre», conclude la consigliera.
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