Politica
sabato 11 Luglio, 2026
Gerosa in rotta con la maggioranza sull’inceneritore: «La penso come Ianeselli. Servono accertamenti e benefici per i residenti a Trento»
di Donatello Baldo
L'esponente di Fratelli d'Italia: «Le valli sono tutte d'accordo? Bene, ma poi nessuno vuole l'impianto»
«La nostra convinzione resta alta e ferma — dice subito l’assessora all’Ambiente Giulia Zanotelli — e l’obiettivo è quello della realizzazione dell’impianto». Sarà Egato l’ente preposto a decidere, la giunta lo sa bene. Ed è per questo che il governatore Maurizio Fugatti arriva a lanciare una sorta di appello: «Chi è in Egato deve mettersi una mano sul cuore e anche una sulla testa. Non possiamo usare l’autonomia solo per fare le cose belle, perché con l’autonomia dobbiamo anche gestire le cose brutte. Non possiamo fare i primi della classe su mille cose e per poi far gestire i nostri rifiuti ad altri, pagando perché lo facciano. Anche perché il costo c’è». E l’assessora sottolinea che «il costo potrebbe anche crescere» per il conferimento fuori provincia ad altri impianti: «Non possiamo essere in balia delle tariffe di mercato». Una presa di posizione netta, dunque, che però si scontra con le titubanze dell’assessora di Fratelli d’Italia Francesca Gerosa, mosse anche dal fatto che — come sottolinea — «sono l’unica esponente della giunta eletta nel capoluogo», dove la Provincia suggerisce di costruire l’impianto: «Io la penso come il sindaco Franco Ianeselli — afferma Gerosa — perché non tutto è scontato, servono ulteriori approfondimenti che, sono sicura, saprà fare Egato prima di prendere una decisione».
Termovalorizzatore, prego
L’assessora Zanotelli difende la posizione della giunta: «Non c’è alcuna novità. Già nei mesi scorsi abbiamo illustrato la relazione della Provincia, sia sulla localizzazione a Ischia Podetti sia sulla metodologia di smaltimento dei rifiuti». La proposta della giunta a Egato è di un termovalorizzatore: «Non un inceneritore come leggo sui giornali». Spesso nei titoli, perché in effetti «termovalorizzatore» è lungo, ed è più corta la parola «inceneritore». Che in ogni caso non è errata: si incenerisce, si usa la combustione, si bruciano i rifiuti. La differenza è nell’uso dell’energia prodotta da questa combustione, che sotto forma di calore potrebbe essere utilizzata per il teleriscaldamento oltre che per l’energia elettrica.
Insomma, termovalorizzatore è il politically correct di inceneritore. Il tanto vituperato politically correct spesso inviso al centrodestra. In ogni caso, oltre le questioni terminologiche, si apre un problema politico all’interno della maggioranza: Fratelli d’Italia non mostra la stessa convinzione di Zanotelli. Che però insiste: «Se si gira nelle valli ci si rende conto che i trentini non sono contro, anzi: chiedono quando si farà l’impianto».
Gerosa dubbiosa
«La collega Giulia Zanotelli — osserva Gerosa — ha affermato che sul territorio, nelle valli, sono tutti convinti che si debba chiudere il ciclo dei rifiuti con un impianto di smaltimento. Può essere, ma poi nessuno lo vuole sul proprio territorio. E in ogni caso — sottolinea — sarà Egato a esprimersi, anche sulla collocazione». L’assessora Gerosa precisa di parlare «come presidente di Fratelli d’Italia», per evitare che «tutto si riduca a una polemica interna alla giunta». E spiega: «Come partito non abbiamo nulla contro soluzioni come quella prospettata di un termovalorizzatore, ma devono essere fatti ulteriori approfondimenti, quelli che farà Egato, l’ente preposto a decidere. Saranno valutazioni tecniche, che valuteremo successivamente». Gerosa pone poi un’altra questione, quella dell’indennizzo, della compensazione del capoluogo se si deciderà di costruire l’impianto a Ischia Podetti: «Sono d’accordo con il sindaco Ianeselli, i cittadini di Trento dovranno avere dei benefici economici in bolletta. E in ogni caso, la bolletta di tutti i trentini non dovrà aumentare per ripagare i costi dell’impianto». E Gerosa osserva: «C’è anche una questione di sostenibilità economica da tenere in considerazione». Fosse per la presidente di Fratelli d’Italia «si sarebbe dovuto convincere la Provincia di Bolzano» a fare un unico impianto regionale: «Si parla di regione, addirittura di euroregione, e poi? Niente, nessuna collaborazione».
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