Trento
martedì 7 Luglio, 2026
Alla parrocchia di San Carlo parte la raccolta firme per trattenere don Lino Zatelli. Lui commenta: «Colpito dall’affetto, un gesto che porterò nel cuore»
di Patrizia Rapposelli
Il messaggio dei fedeli al vescovo Tisi e alla Diocesi: «Sospendere o riconsiderare il trasferimento»
«Vogliamo don Lino Zatelli rimanga nella parrocchia di San Carlo». I fedeli lanciano una raccolta firme per trattenere il proprio parroco. Don Lino, infatti, è stato destinato all’unità pastorale Rotaliana-Terre d’Avisio-Paganella in qualità di collaboratore. «Pur riconoscendo le difficoltà oggettive della Diocesi – la diminuzione del numero di sacerdoti e la necessità di riorganizzare le celebrazioni – riteniamo che il radicamento di don Lino nel tessuto sociale e spirituale di San Carlo sia un valore da tutelare — scrivono nella petizione — Un quarto di secolo di ministero nella stessa parrocchia ha creato relazioni profonde, percorsi condivisi, iniziative pastorali e caritative che oggi rischiano di essere indeboliti da un trasferimento non condiviso dalla base della comunità».
Un’iniziativa nata dal basso. I fedeli chiedono all’arcivescovo Lauro Tisi e a tutta la Diocesi di Trento di «sospendere o riconsiderare il trasferimento». E ancora di «avviare un confronto aperto con la comunità di San Carlo e con le realtà di Trento Sud prima di prendere decisioni definitive» e di «individuare soluzioni pastorali che tengano conto non solo delle esigenze organizzative», ma anche «del legame umano e spirituale costruito in venticinque anni di presenza continuativa».
Lo spostamento di don Lino fa parte di un disegno di ricomposizione della mappa pastorale che l’arcivescovo Tisi aveva già anticipato con una lettera il giorno di Pentecoste, lo scorso 4 giugno, e prenderà forma dall’autunno. Ma un gruppo di parrocchiani proprio non ci sta: «Firmando questa petizione, esprimiamo con rispetto ma con fermezza il nostro desiderio che possa continuare il suo servizio nella parrocchia di San Carlo rimanendo il sacerdote e il pastore che, da venticinque anni, cammina insieme a noi, riempie la chiesa di persone e continua ad avvicinare alla fede le nuove generazioni — scrivono — La sua presenza ha rappresentato una vera rivoluzione pastorale: mentre in molti luoghi le chiese si svuotano, a San Carlo le celebrazioni sono da anni partecipate da centinaia di persone, spesso al limite della capienza. Grazie al suo modo di celebrare, di parlare in modo chiaro e concreto, di aprire spazi di dialogo su temi difficili, ha saputo avvicinare alla chiesa giovani e giovanissimi, che hanno trovato in lui un adulto credibile e una comunità viva in cui sentirsi accolti». Gli affezionati «seguaci» rispettano la decisione della Curia, ma desiderano essere ascoltati. «La riorganizzazione pastorale può e deve procedere, ma senza rinunciare alla storia e alla identità che don Lino ha contribuito in modo decisivo a costruire a San Carlo, facendo della parrocchia uno dei fuochi eucaristici più vivi e partecipati della città», concludono.
La voce della raccolta firme promossa da alcuni parrocchiani è giunta anche a don Lino. «Umanamente fa piacere, la vedo come una dimostrazione di stima e di affetto nei miei confronti — dice — Un gesto che porterò nel cuore». E non nasconde il dispiacere nel lasciare i suoi parrocchiani. «Se potessi riassumere questi venticinque anni di servizio lo farei con il titolo di una canzone di Eros Ramazzotti “Una storia importante” — rivela — Dopo tutti questi anni lasci amicizie, relazioni profonde, tante esperienze vissute». Don Lino, nel corso della messa del sabato aveva anticipato alla comunità la conclusione del suo mandato a San Carlo: «I bambini alla fine della celebrazione si sono avvicinati e con le lacrime mi hanno detto “Mica te ne vai? “— racconta — Sono rimasto colpito. Ripeto, lascio una storia importante».