Ambiente
venerdì 3 Luglio, 2026
In Trentino si potrà cacciare il cinghiale con l’arco. La Provincia vara il provvedimento «Robin Hood»
di Redazione
L'assessore Failoni: «Sarà un'alternativa discreta alle armi da fuoco»
La Provincia autonoma di Trento aggiorna le modalità di controllo della popolazione di cinghiali con l’obiettivo di rendere più efficace il contenimento della specie e limitare i danni alle coltivazioni agricole. La Giunta provinciale ha approvato un nuovo provvedimento, proposto dall’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, che introduce importanti novità operative.
Tra le principali modifiche figurano la possibilità di utilizzare l’arco come strumento di controllo – in via sperimentale a partire dal 2027 – e l’introduzione del cosiddetto “controllo mirato”, una nuova modalità che coinvolgerà direttamente i cacciatori abilitati sotto il coordinamento del Corpo Forestale del Trentino.
La sperimentazione dell’utilizzo dell’arco prenderà il via nel 2027 e sarà riservata ai controllori del cinghiale già in possesso della specifica abilitazione.
Secondo la Provincia, l’arco potrà rappresentare un’alternativa all’arma da fuoco in quei contesti dove l’impiego di quest’ultima potrebbe risultare poco opportuno, ad esempio per ridurre il disturbo arrecato alla fauna selvatica, soprattutto durante i periodi riproduttivi.
Il provvedimento, ribattezzato ironicamente «Robin Hood», introduce inoltre una nuova modalità operativa denominata controllo mirato. In questo caso sarà il Corpo Forestale del Trentino a organizzare e coordinare direttamente gli interventi, avvalendosi della collaborazione dei cacciatori già abilitati al controllo della specie.
L’obiettivo è ampliare il numero delle persone impegnate nelle operazioni di contenimento, soprattutto nelle cosiddette aree a densità zero, dove la presenza del cinghiale viene contrastata con l’obiettivo dell’eradicazione. Gli interventi potranno essere effettuati anche in deroga ai normali periodi e orari di caccia.
La Provincia ricorda che la disciplina sul controllo del cinghiale è stata aggiornata più volte negli ultimi anni per adeguare gli strumenti a disposizione degli operatori.
«Si tratta dell’introduzione di rilevanti modalità operative per le attività di contenimento della specie», ha dichiarato l’assessore Roberto Failoni, sottolineando come il provvedimento tenga conto anche della crescente preoccupazione legata alla diffusione della peste suina africana in Europa e delle possibili ricadute economiche sul comparto dell’allevamento suinicolo.
Resta confermata la distinzione tra le aree di contenimento, dove l’organizzazione delle attività rimane affidata agli enti gestori, e le aree a densità zero, nelle quali il coordinamento delle operazioni spetta esclusivamente al Corpo Forestale del Trentino.