Terra madre
venerdì 3 Luglio, 2026
Il Sublime in bianco e nero di Alberto Bregani: «La fotografia non è documentazione, è sentire la propria vibrazione»
di Filippo Del Vecchio
L'ex atleta e maestro di sci racconta il suo legame viscerale con le vette. Attraverso la rigorosa sottrazione del colore, la sua fotografia spoglia il paesaggio del superfluo per restituirne l'essenza emotiva: un viaggio intimo tra luci, ombre, silenzi
Crescere tra le vette di Cortina d’Ampezzo lascia un’impronta indelebile, una traccia capace di trasformare il paesaggio da semplice sfondo a vera e propria dimensione dell’anima. Per Alberto Bregani — prima atleta di sci alpino, poi maestro e oggi stimato fotografo e autore — la montagna è l’essenza stessa della sua ricerca espressiva. Una ricerca che rifiuta il colore per spogliare la natura del superfluo e metterne a nudo la struttura emotiva. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo legame intimo con le grandi altitudini, la forza del bianco e nero e come la distanza fisica riesca, a volte, a rivelare il significato più profondo di uno scatto.
Alberto Bregani, partiamo dalle s...
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