Sanità

martedì 30 Giugno, 2026

Una paziente si scaglia contro medici e infermieri all’ospedale Santa Chiara, bloccata dal personale di vigilianza. I sindacati: «Assunti come portinai fanno i bodyguard»

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La Uil: «Interventi sempre più frequenti: occorre agire sul fronte dei contratti e dei protocolli operativi»

Episodio di violenza contro il personale medico all’ospedale Santa Chiara di Trento. Una paziente si è scagliata contro alcuni medici e infermieri presenti in un reparto del nosocomio: è accaduto nella giornata di sabato. La donna è stata bloccata dal servizio di vigilanza presente nella struttura.

Il fatto  riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle strutture sanitarie. A denunciarlo sono la Uil Fp del Trentino e la Uil Trasporti del Trentino che, attraverso i segretari provinciali Giuseppe Varagone e Nicola Petrolli, esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto nel tardo pomeriggio di sabato 27 giugno.

Secondo i sindacati, gli addetti alla vigilanza sono stati costretti a intervenire più volte all’interno di un reparto per supportare il personale sanitario e garantire la sicurezza di pazienti, operatori e utenti.

Per la Uil si tratta dell’ennesima conferma di un fenomeno in crescita: il livello di tensione e di rischio negli ospedali sarebbe ormai costante, mentre operatori sanitari e personale di vigilanza continuano a trovarsi ad affrontare situazioni potenzialmente pericolose senza un’organizzazione adeguata e senza il necessario supporto.

I sindacati puntano il dito anche contro l’inquadramento del personale addetto alla sicurezza. «Gli operatori impiegati presso l’ospedale sono assunti con un contratto di portineria, ma nella pratica svolgono attività di vigilanza vera e propria, intervenendo nella gestione di persone aggressive e di situazioni di emergenza che richiedono competenze, formazione e tutele diverse rispetto a quelle previste dal loro contratto», affermano.

La Uil Fp e la Uil Trasporti chiedono quindi ad Asuit, alla Provincia e alle aziende affidatarie del servizio di intervenire con urgenza, rafforzando l’organizzazione della sicurezza, introducendo protocolli operativi chiari, aumentando il numero degli operatori, garantendo una formazione specifica e riconoscendo correttamente le mansioni effettivamente svolte dal personale di vigilanza.

Le due organizzazioni sindacali esprimono infine vicinanza ai lavoratori coinvolti e ribadiscono che «la sicurezza non può essere affidata esclusivamente al senso del dovere e alla professionalità degli operatori».