Cultura

martedì 23 Giugno, 2026

Ecco la pala d’altare di Verla dopo i primi lavori di pulitura: «Abbiamo scoperto un intervento realizzato sull’opera tra Ottocento e Novecento»

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L'opera, originaria di Villa Lagarina, era approdata in America. È stata riacquisita dalla Provincia lo scorso anno

Emergono i primi risultati delle attività di analisi e restauro della pala d’altare di Francesco Verla (1470/1474-1521), uno dei più importanti pittori rinascimentali attivi nella valle dell’Adige. Lo stato di avanzamento dei lavori è stato presentato presso il laboratorio di restauro dei beni storico-artistici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, in via San Marco, alla presenza dell’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa e dei tecnici impegnati nel progetto.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli esiti delle indagini scientifiche finora condotte e le prossime fasi dell’intervento, eseguito all’interno del laboratorio dell’Ufficio per i beni storico-artistici della Soprintendenza. Una volta concluso il restauro, l’opera – acquisita dalla Provincia nel 2025 e ora parte del patrimonio provinciale – sarà destinata alle Collezioni provinciali.

Gerosa: «Un lavoro corale per il bene comune»

«Questo è il risultato di un lavoro corale, delle professionalità della struttura provinciale, anche con riferimento al dottor Marzatico che ha avviato la proposta di acquisizione», ha dichiarato l’assessore Francesca Gerosa. «La politica deve saper ascoltare e sostenere chi ha una professionalità e una conoscenza da mettere a disposizione della comunità. Solo così si costruiscono risposte solide e orientate al bene comune. Il nostro compito è credere nell’importanza di accrescere il nostro patrimonio culturale e lavorare per reperire le risorse necessarie».

L’assessore ha inoltre sottolineato il valore della ricerca nel settore culturale: «Qui non abbiamo solo un’importante opera che torna in Trentino, ma anche la storia di questa opera e del suo percorso, una storia da raccontare che aggiunge ulteriore valore a questa acquisizione».

Anche la dirigente della Soprintendenza per i beni culturali, Angiola Turella, ha evidenziato come l’incremento del patrimonio culturale rappresenti una precisa missione dell’amministrazione provinciale, ringraziando il personale della struttura per le competenze maturate nel campo della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali.

Franco Marzatico, già dirigente generale della Provincia, ha definito «un privilegio» poter restituire alla comunità opere appartenenti al patrimonio culturale del territorio.

Un capolavoro del Rinascimento trentino

La pala d’altare fu realizzata nel 1517 per la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina e raffigura la Madonna con il Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro, quattro angeli e il committente don Ettore da Salerno, cappellano dei conti Lodron di Castel Noarna.

L’opera lasciò la chiesa alla fine del XVIII secolo, passando successivamente attraverso diverse collezioni private lombarde. Nel 1963 approdò a New York, entrando a far parte della raccolta di una collezionista privata. Nel 2025 è stata infine acquisita dalla Provincia autonoma di Trento.

Francesco Verla è considerato uno dei maggiori protagonisti della pittura rinascimentale nell’area trentina, sia per le opere a soggetto sacro sia per le decorazioni murali ispirate all’antichità classica. La pala appartiene all’ultima fase della sua attività artistica.

Le analisi e i primi interventi di pulitura

Dopo un inquadramento storico dell’opera e della procedura di acquisizione, illustrati da Luca Gabrielli, direttore dell’Ufficio per i beni storico-artistici della Provincia, la restauratrice Francesca Raffaelli ha presentato i primi risultati delle analisi e le tecniche adottate per lo studio del dipinto.

Le indagini hanno evidenziato le tracce di un precedente restauro, probabilmente eseguito tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Dopo una prima campagna fotografica, comprensiva di riprese macro dei dettagli, è stata avviata una fase di studio finalizzata a comprendere la tecnica pittorica utilizzata da Verla e a valutare lo stato di conservazione dell’opera, anche attraverso specifiche analisi diagnostiche.

Parallelamente sono stati effettuati alcuni interventi mirati di pulitura per rimuovere una vernice scura applicata sulla superficie, con ogni probabilità durante il restauro ottocentesco. Le operazioni hanno già consentito il riaffiorare dei colori originali e di numerosi dettagli finora nascosti, offrendo nuove prospettive di studio e valorizzazione del dipinto.