Trento
giovedì 18 Giugno, 2026
Ha riaperto il bar Posta, con le sue birre e qualche novità. I neotitolari: «Portiamo un po’ di Veneto in Trentino. Il sogno? Il pranzo per i lavoratori»
di Redazione
La proposta di Gabriele Chisso e di Marco Parolin: «Confermato le spine, spazio a cocktail e a musica live»
«Vogliamo che Trento torni a bere bene». Detto così, sembra la traduzione di uno slogan Maga, ma in realtà è il programma di due veneti che da questa settimana, per la precisione da mercoledì 17 giugno, hanno preso in gestione uno dei bar storici di Trento: il Bar Posta di via Roccabruna.
Sono Gabriele Chisso e Marco Parolin: il primo è di Verona, il secondo di Bassano del Grappa. Entrambi sono arrivati in Trentino per motivi di studio: sociologia per Chisso, ingegneria per Parolin. Alla fine, però, e con loro stessa sorpresa, sono approdati al settore dell’hospitality.
Si sono conosciuti lavorando in alcuni locali della città, dove svolgevano quei lavoretti che un giorno sarebbero diventati la loro vocazione: il Bar Verdi, la «vecchia» Accademia e poi l’Akka. Infine, la recente «Farmacia delle Misture».
Il Bar Posta, però, è anche un pezzo di storia della città. «Quando abbiamo visto che c’era l’opportunità di riaprirlo – spiega Marco Parolin – abbiamo subito pensato a come rinnovarlo, portando una ventata di freschezza. A cominciare dal nome. Poi ci siamo resi conto che tutti avrebbero continuato a chiamarlo “il Posta”». Del resto, le Poste centrali sono lì, a due passi.
Ecco quindi che la scommessa è diventata un’altra: innovare l’offerta. Ma qualcosa è destinato a restare, a cominciare dalle spine. «Il Posta – prosegue Parolin – era noto soprattutto come birreria e faremo onore alla sua storia. Manterremo diversi stili, a partire da quello per cui era conosciuto, la stout. Ma ci saranno anche una lager tradizionale, una blanche belga, una birra ad alta gradazione e un’Ipa».
E poi ci saranno le novità. «Lavoreremo molto sui cocktail e sui cicchetti. Insomma, porteremo un po’ di Veneto a Trento». Nello specifico, anche un po’ di Bassano, visto che non mancherà il tipico «mezzo e mezzo» e altri liquori provenienti dalle distillerie della città degli alpini.
Il sogno resta quello di offrire anche ai tanti lavoratori della zona una proposta per la pausa pranzo. «C’è molta richiesta – conclude Parolin – e vorremmo provarci già dall’autunno. Vedremo dopo qualche mese di rodaggio».
Una certezza, però, c’è già: non mancherà la musica dal vivo. Il palco è pronto.