Il caso

giovedì 18 Giugno, 2026

Rubano pecore e agnelli caricandoli a bordo di un camion e due animali muoiono, un imprenditore e i suoi complici condannati per furto e maltrattamenti

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Dovranno pagare oltre centomila euro tra risarcimenti e multe e scontare pene comprese tra i 10 e i 18 mesi

Oltre centomila euro, tra risarcimento danni e multe, e pene comprese tra i 10 e i 18 mesi. Il tentato furto di una cinquantina di pecore e agnelli, nel 2021 a Spini di Gardolo, è costato caro a un allevatore emiliano, a due suoi collaboratori e a un basista dipendente di un’azienda agricola della val dei Mocheni e una della Valsugana proprietarie del gregge che doveva essere trafugato con un camion. I quattro avevano già patteggiato la pena per il solo furto, ma poi d’ufficio è stato sollevato anche il reato di maltrattamento di animali dal momento che quella notte gli animali vennero caricati sul un camion senza tanti riguardi, neanche per le pecore in gravidanza. I metodi erano stati talmente rudi che due agnelli morirono. Ma proprio durante il furto arrivarono i carabinieri allertati dai proprietari del gregge che, insospettiti da precedenti sottrazioni di altri animali, avevano installato delle foto trappole. I carabinieri hanno arrestato le quattro persone.

Il basista, in base alla ricostruzione dei carabinieri, con il tempo e data la sua capacità e professionalità nel gestire i greggi, aveva conquistato la fiducia dei proprietari degli animali, sino a quando – dopo la perdita di qualche capo – gli allevatori hanno cominciato a nutrire dei sospetti e hanno predisposto dei controlli. I tre ladri, un 45enne emiliano e 2 trentenni suoi aiutanti con la collaborazione del pastore, il basista, 37enne, avevano già caricato le 50 pecore su un camion ed erano pronti a partire.

I complici, tutti con precedenti specifici, sarebbero erano giunti appositamente dall’Emilia Romagna e alla vista dei militari non hanno opposto resistenza, mentre il basista avrebbe cercato di scappare, tentando di fare perdere le proprie tracce tra la vegetazione circostante, ma nel volgere di pochi minuti è stato parimenti bloccato dai militari. Gli ovini, il cui valore complessivo ammonta a circa 20.000 euro, sono stati restituiti ai proprietari, mentre il camion è stato sottoposto a sequestro. I quattro hanno patteggiato subito dopo l’arresto, ma successivamente la Procura ha accertato che gli animali erano stati maltrattati e ha contestato ai quattro il reato di maltrattamenti di animali. Così il procedimento è stato riaperto ed è stato concluso con la richiesta di rinvio a giudizio La Procura contestava la morte di due capi avvenuta nell’ambito del furto e il maltrattamento di alcune pecore in gravidanza. Su questo punto le norme sono molto severe e prevedono che se un animale ha portato a termine più del 90 per cento del periodo di gestazione non può essere spostato. I responsabili delle due aziende si sono costituiti come parte civile tramite l’avvocata Anais Tonel che chiesto e ottenuto un risarcimento pari a 51 mila euro per il danno subito dagli animali.