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venerdì 12 Giugno, 2026

Bambino morto dopo il trapianto, interdetti due medici di Napoli: «Hanno falsificato i verbali»

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L'espianto era avvenuto a Bolzano: sotto esame le tempistiche dell'operazione

Il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Mariano Sorrentino, ha disposto la sospensione dall’esercizio della professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la collaboratrice Emma Bergonzoni nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 sul piccolo Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi.

La misura interdittiva prevede 12 mesi di sospensione per Oppido e 7 mesi per Bergonzoni. I due sanitari sono indagati per falso materiale e falso ideologico in concorso in relazione alla compilazione della documentazione clinica relativa all’intervento.

Secondo la Procura di Napoli, i medici avrebbero alterato la ricostruzione temporale riportata nel referto operatorio redatto il 26 dicembre, modificando alcuni passaggi cruciali della cronologia dell’intervento. Per il gip, tale comportamento sarebbe stato finalizzato a tutelare interessi personali dei redattori del documento, compromettendo il diritto dei familiari e della collettività a conoscere con precisione quanto accaduto durante l’operazione.

Al centro delle contestazioni vi sono due specifici passaggi del referto. Nel primo si afferma che la circolazione extracorporea sarebbe stata avviata quando l’équipe incaricata del trasporto dell’organo aveva raggiunto l’ospedale Monaldi. Nel secondo viene indicato che la cardiectomia, ovvero la rimozione del cuore del paziente, sarebbe iniziata mentre l’équipe di espianto proveniente da Bolzano stava arrivando in sala operatoria.

La ricostruzione degli inquirenti sarebbe però diversa. In base agli accertamenti svolti e alla relazione della Polizia Stradale di Napoli, che aveva scortato il veicolo con i medici provenienti da Bolzano, alle 14.02 del 23 dicembre – orario indicato come inizio della circolazione extracorporea – l’équipe di prelievo non sarebbe ancora arrivata al Monaldi.

Anche l’orario della cardiectomia sarebbe stato anticipato rispetto a quanto riportato nella documentazione. Secondo la Procura, l’intervento sarebbe iniziato prima delle 14.26, momento in cui il contenitore con il cuore prelevato a Bolzano sarebbe entrato in sala operatoria. A supporto di questa ricostruzione vi sarebbero le dichiarazioni del caposala, oltre a materiale fotografico e video acquisito dagli investigatori.

Nell’ordinanza, il gip sottolinea come il presunto falso si inserisca in una vicenda particolarmente delicata, segnata dall’esito negativo del trapianto. Dopo l’intervento, il piccolo Domenico era stato collegato a un sistema Ecmo per il supporto cardiocircolatorio e non era più stato scollegato fino al decesso, avvenuto due mesi dopo.

L’inchiesta prosegue ora per accertare nel dettaglio le responsabilità e ricostruire con precisione le fasi dell’operazione e della successiva gestione clinica del bambino.