Il ricordo
venerdì 31 Luglio, 2026
A Giustino un cuore di roccia e un tiglio per ricordare Matilda Ferrari: «Celebriamo l’amore che continua a far crescere in noi»
di Walter Facchinelli
L'epigrafe per la 15enne investita lo scorso settembre: «Le radici custodiscono ciò che gli occhi non possono più vedere, ma che il cuore non smetterà mai di amare»
Non è stata una commemorazione nel senso più stretto del termine. È stato qualcosa di più profondo, più umano, un abbraccio collettivo, un modo per trasformare il dolore in presenza, l’assenza in memoria viva. Ieri, nel giorno in cui avrebbe compiuto sedici anni, la comunità, i compagni di classe, di pattinaggio e di vita hanno ricordato Matilda Ferrari. Nel parchetto di Giustino, a pochi passi da quel tratto di strada che ogni mattina percorreva per andare a scuola, si è vissuto un momento di memoria condivisa. Matilda aveva 15 anni, frequentava il liceo a Tione, era piena di sogni, entusiasmo e speranze. Proprio su quella strada, il 15 settembre 2025 la sua vita è stata spezzata dall’impatto con un camion.
«Non vogliamo celebrare un’assenza – ha detto Sandro Ducoli a nome dei familiari – ma tutto l’amore che lei continua a far crescere in noi». Al centro della giornata, un tiglio piantato dalla Stazione forestale di Tione, diretta da Giacomo Antolini. Un gesto carico di significato. «Le radici custodiscono ciò che gli occhi non possono più vedere, ma che il cuore non smetterà mai di amare» è la frase scelta dalla famiglia affidando al tempo la custodia di Matilda.
Accanto all’albero, un blocco di granito. Solido, essenziale «forte e duro, come era il suo carattere», ha raccontato papà Fabio Ferrari stretto a mamma Nada. Da quella pietra prende forma un grande cuore, lo stesso che Matilda metteva in tutto ciò che era e in tutto ciò che faceva. Su quella pietra c’è la sua firma autentica «un piccolo segno che raccontava ancora una volta chi era» ha detto ancora papà Fabio. Accanto al cuore, altri simboli. Le note della canzone che amava canticchiare e un pattino da ghiaccio con il suo nome, segno della sua grande passione.
Manuel Cosi, sindaco di Giustino ha parlato di un «momento delicato ma importante» sottolineando come stare accanto alla famiglia significhi essere davvero comunità. «È un momento triste – ha detto – ma deve contenere anche felicità, perché è il giorno del suo compleanno e perché questo ricordo rimarrà nel tempo.» Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo, che ha invitato a guardare oltre il segno materiale. «Matilda, la si ricorda ogni giorno, col suo sorriso, la sua grande energia, la voglia di pattinare, di cantare e di coinvolgere». E proprio l’energia è stata una delle immagini più vive emerse dalla cerimonia. Quella di una giovane ragazza che sognava, che pattinava, che cantava e guardava avanti.
l presidente dello Sporting Ghiaccio Artistico Pinzolo Massimo Caola, ha ricordato il sogno più grande di Matilda «le Olimpiadi. Aveva il coraggio di credere nei suoi sogni e di mettere tutto il suo impegno. Questo è l’esempio che lascia». «Matilda è ancora con noi – ha concluso Caola – è allo stadio, nei nostri pensieri, nel nostro cuore. Fa parte della nostra famiglia». E forse è proprio questo il senso più profondo della cerimonia di ieri, non chiudere una storia, ma trasformarla in qualcosa che continua a vivere.
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