Valsugana
giovedì 11 Giugno, 2026
Morto nel vigneto, il dolore della sorella di Giuliano Scartezzini: «Stava bene ed era pieno di energia come sempre, ancora non ci credo»
di Patrizia Rapposelli
Il 73enne è stato trovato nel suo campo dal vicino Livio: «Sono sotto shock»
«Mai avrei pensato che sarebbe stata l’ultima volta: ci siamo salutati come ogni giorno. Martedì abbiamo mangiato insieme. Era allegro, pieno di energia. Aveva voglia di fare. Stava bene. Non riesco ancora a crederci». La voce di Graziella si spezza. Suo fratello Giuliano Scartezzini, 73 anni, è morto martedì pomeriggio a Seregnano nel vigneto che curava da anni poco sotto il paese (il T di ieri). Un incidente domestico che non gli ha lasciato scampo. Stava sistemando la vecchia pergola della vigna quando un palo della struttura gli è finito addosso. Lui era su una scala ed è caduto a terra sbattendo con violenza la testa.
È stato trovato qualche ora dopo dall’amico e vicino di campo Livio Cortelletti: «Sono ancora sotto shock», ripete più volte. A Seregnano, la piccola frazione di Civezzano dove tutti si conoscono, ieri mattina i discorsi finivano sempre lì. A Giuliano. All’uomo che ogni giorno si vedeva scendere verso gli orti e il vigneto. All’amico che aveva sempre una parola per tutti. Al pensionato che non riusciva a stare fermo. «Era sempre in movimento — racconta la sorella — Gli dicevo di andare piano, di riposarsi un po’ di più. Ma lui era fatto così. Non stava mai fermo. La campagna era la sua vita. Anche ieri (martedì ndr) era il solito Giuliano. Positivo, sorridente».
Dopo pranzo era andato a riposare, come faceva ogni giorno. Poi, tra le 15 e le 16, era uscito di casa per raggiungere il campo, quello a cinquecento metri dalla chiesetta. «Ho visto la sua macchina ancora lì. Erano circa le venti meno dieci. A quell’ora non c’era mai. Mi è sembrato strano — racconta d’un fiato Livio — Così sono andato a cercarlo». E aggiunge: «È stato un caso. Io nemmeno dovevo andare in campagna — continua — Mia moglie mi aveva detto di restare a casa. Invece sono andato a fare un giro, a dare acqua alle vigne. Ho fatto due passi». I loro campi confinavano. «Lui aveva quello sopra, io quello sotto. Ogni tanto ci davamo una mano. Gli mettevo in moto il trattorino quando faceva i capricci».
Giuliano, pensionato da oltre dieci anni dopo una vita alla Whirlpool di Spini di Gardolo, aveva dedicato ogni giornata alla terra. Si alzava alle sei del mattino. Poi via, verso gli orti e il vigneto. Aveva due piccoli appezzamenti vicino a casa. Insalata, patate, carote. E poi quel vigneto. La campagna era tutto.
Lo racconta bene Giuseppe Lunelli, 89 anni, amico di una vita. Ogni mattina passava davanti all’orticello di Giuliano — quello lungo via alle Spianade — durante la sua passeggiata. «Mi fermavo sulla staccionata e lo guardavo lavorare — dice — Adesso vedo il suo orto così bello e curato. E lui non c’è più. Era un grande lavoratore. Un perfezionista. Era una persona semplice, genuina». Tra le abitudini c’era anche quella di bere insieme un bicchiere di vino. «Lo produceva lui. Ed era pure buono — riflette — Oggi piove (ieri ndr) Ci sono nuvole dappertutto. Anche la campagna sembra triste».
A ricordarlo anche Maurizio Facchinelli: «L’ho visto poche ore prima di quel maledetto incidente— spiega — Non riesco ancora a pensarci». La sua casa affaccia direttamente su quel piccolo terreno. «Lo vedevo felice mentre lavorava. Ogni giorno avanti e indietro — continua — Adesso guardo quell’orto e non riesco a credere che non lo vedrò più con la schiena curva a zappare, le mani nella terra. Alzava lo sguardo verso il balcone, mi salutava con un sorriso e poi facevamo due chiacchiere». Anche il vicino di casa Luca conserva un ricordo. «Aveva sempre una parola per tutti. Era riservato ma gentile — racconta — Nella sua giornata c’era spazio anche per una passeggiata nei boschi a cercare funghi. Siamo tutti increduli e resterà nel cuore di tutti noi».
I funerali si terranno domani alle 16 alla chiesa parrocchiale di Seregnano. Sull’epigrafe la famiglia ringrazia, «tutti i soccorritori intervenuti».
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