Ambiente
martedì 9 Giugno, 2026
Cormorani, boom di iscrizioni al corso organizzato dalla Provincia per la gestione della popolazione: iscritti quasi 300 cacciatori
di Redazione
La specie è tra le più temute itticultura. Le lezioni saranno a Mezzolombardo, Malé, Tione, Borgo Valsugana e Rovereto.
Sono 298 i cacciatori trentini che hanno aderito ai corsi per ottenere l’abilitazione al controllo del cormorano, la specie considerata tra le principali minacce per la conservazione della trota marmorata e per gli equilibri degli ecosistemi acquatici provinciali.
Un numero che viene accolto con soddisfazione dalla Provincia autonoma di Trento e che conferma il forte interesse del mondo venatorio verso una misura ritenuta strategica per la tutela della fauna ittica locale.
Il percorso formativo prenderà il via domani ed è previsto dal nuovo Piano provinciale di controllo del cormorano, approvato dalla Giunta provinciale nel febbraio scorso su proposta dell’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni.
«Il numero delle adesioni è molto importante e dimostra attenzione, sensibilità e senso di responsabilità da parte del mondo venatorio nei confronti della gestione faunistica e della tutela delle nostre acque», afferma l’assessore Failoni. «Da tempo non venivano organizzati corsi per questa specifica abilitazione e vedere quasi 300 iscritti rappresenta un segnale estremamente positivo. Ringrazio l’Associazione cacciatori per la disponibilità a mettere competenze e impegno al servizio del territorio e degli equilibri ambientali».
Formazione obbligatoria
Il Piano provinciale stabilisce che le attività di controllo del cormorano possano essere svolte esclusivamente da cacciatori in possesso di una specifica abilitazione, ottenuta attraverso la frequenza di un corso dedicato.
L’obiettivo è quello di formare un numero significativo di operatori qualificati in vista anche dell’apertura della prossima stagione venatoria autunnale.
Per favorire la partecipazione, le lezioni non si terranno soltanto nella sede dell’Accademia Ambiente Foreste e Fauna del Trentino di Mezzolombardo, ma saranno organizzate anche in altre località della provincia: Malé, Tione, Borgo Valsugana e Rovereto.
La normativa
Il percorso formativo avrà una durata di quattro ore in presenza e affronterà diversi aspetti legati alla gestione della specie.
Tra i temi previsti figurano il quadro normativo sul controllo della fauna, la disciplina provinciale relativa al cormorano, le tecniche di dissuasione sia letali sia non letali, gli elementi di biologia ed ecologia della specie, il monitoraggio sul territorio e gli aspetti connessi alla sicurezza negli ambienti fluviali e ripariali, oltre alle modalità di utilizzo delle armi e del munizionamento consentiti.
L’organizzazione dei corsi è affidata al Servizio faunistico della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con l’Accademia Ambiente Foreste e Fauna del Trentino, struttura formativa della Fondazione Edmund Mach specializzata nelle materie ambientali, forestali e faunistiche.
L’iniziativa si inserisce nelle azioni previste dalla Provincia per contenere l’impatto del cormorano sulle popolazioni ittiche locali e in particolare sulla trota marmorata, una delle specie simbolo dei corsi d’acqua trentini e di elevato valore naturalistico.
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