La fotogallery
sabato 6 Giugno, 2026
Navi «vichinghe», automobili, statue e mezzi militari: ecco i tesori sommersi del Lago di Garda
di Leonardo Omezzolli
Grazie agli scatti del sub e fotografo Lorenzo Mottadelli si scopre cosa si cela sotto le acque del Benaco
Navi «vichinghe», Alfa anni ‘70, velieri, statue, carrelli, passeggini, battelli oltre a decine di altri manufatti civili e militari riposano come scrigni di storie passate, sul fondale del lago più Grande d’Italia. E nel silenzio che li circonda attendono sparuti avventurieri per raccontare loro i segreti di cui sono custodi.
A immortalare i principali relitti sommersi è Lorenzo Mottadelli, classe 1969, una laurea in biologia a cui ha legato la passione per i fondali marini e d’acqua dolce sempre accompagnato da una macchina fotografica per immortalare quel che laghi e mari celano nei loro abissi. Ha collaborato con due figure di riferimento internazionale nell’ambito dell’archeologia marina: Anne e Jean-Pierre Joncheray. Il Garda è la sua casa e i fondali un salotto in cui incontrare, ad ogni immersione un pezzo di vita di un tempo passato.
Mottadelli ci porta così a meno 52 metri in Val di Sogno dove riposa il «Viking» così chiamato per la struttura che a primo acchito ricorda una nave vichinga. «Sfatiamo il mito – racconta – non lo è, ma anche sul che imbarcazione sia non c’è condivisione. Una versione la lega all’epopea Galea per Montes risalente all’epoca della Repubblica veneziana. La galea sarebbe stata trasportata attraverso l’Adige fino a Torbole e da qui alata, per raggiungere Malcesine. Era il periodo storico in cui gli Sforza e i Veneziani si combattevano aspramente per la supremazia nel Nord Italia. La Serenissima decise un intervento senza precedenti, attraverso il Garda, con un naviglio ai comandi del capitano Zeno. La flottiglia, composta da 30 navi, dopo aver percorso l’Adige venne trasportata, a forza di braccia e animali, attraverso Mori fino al Garda. È una storia molto affascinante – ammette – ma in molti fanno risalire l’imbarcazione a fine ottocento. La barca sarebbe stata utilizzata per il trasporto di materiale e, a causa di un incendio, sarebbe affondata in Val di Sogno, dove tutt’ora si trova, spezzata in due tronconi».
Ci spostiamo a Riva a profondità più contenute a meno 15 metri di profondità poco al largo di porto S. Nicolò. Dal 4 novembre del 1970 vi riposa la statua in metallo del Cristo Silente creata dall’artista rivano Germano Alberti. «La statua del Cristo Silente – racconta Mottadelli – nella sua attuale versione, alta tre metri e sessanta per un peso di circa cinque quintali, era stata ricollocata nel novembre 2009 a seguito di un più che necessario restauro. Il Cristo Silente era rimasto sul fondale per quasi 40 anni un tempo che ne aveva rotto le braccia aperte e che l’aveva danneggiata a causa delle dressene, conchiglie di lago». Durante il restauro, Alberti decise di dare un volto al Cristo Silente nella conformazione che oggi, chi si immerge, può ammirare.
Lasciando i lidi trentini si approda a Salò. Ci si immerge a meno 34 metri al cospetto del relitto Berardi. L’imbarcazione nella seconda metà degli anni 60 era utilizzata per il trasporto di merci da Navigarda, poi acquisita dalla famiglia Berardi e infine prestata al club sci nautico di Toscolano Maderno che la teneva ormeggiata al pontile trasformandola nello storico Dancing 2000, una discoteca galleggiante. «Nell’agosto del 1977 – spiega Mottadelli – la barca fu affondata a Salò. I giornali ipotizzarono che la causa potesse essere ricondotta al racket legato ai locali notturni. L’ingegner Berardi seppe solo leggendo i giornali dell’affondamento della sua barca e ne rimase stupito. La barca data al club nautico di Toscolano Maderno ora si trovava in fondo al lago di Garda di fronte a Salò. Che ci faceva lì ? Su come sia arrivata a Salò nessuno ne parlò mai».
Tra i tanti oggetti curiosi vi sono i resti di una macchina incidentata, una storica Alfa che giace a meno 59 metri di profondità nei lidi sommersi al largo di Malcesine e ancora un carrello da miniera incastrato nelle rocce a 40 metri di profondità nelle acque di Tremosine sul lato bresciano del Garda. Ci sono infine aree in cui la natura e la fauna marine s’impreziosiscono di colori che ricordano i mari tropicali. Un’are d’immersione per chi si vuole deliziare di questi particolari incontri è il Lido della Tavine nella baia di Salò. Tanti ancora sono i relitti e le storie celate negli abissi a partire dal mezzo anfibio americano Dukw affondato a causa di un fortunale il 30 aprile del 1945 durante le fasi finali della seconda guerra mondiale portando sul fondo del Garda 26 giovani militari, ricordati ogni anno dal Comune di Torbole che nel 2018, attraverso il sottomarino Ictineu con a bordo il sindaco Gianni Morandi, ha raggiunto i – 276 metri di profondità per fotografarlo.