Lavoro
venerdì 5 Giugno, 2026
Caldo estivo, il sindacato: «In Trentino mancano ancora un regolamento sulle sospensione delle attività lavorative. C’è un rischio salute»
di Redazione
A lanciare l'appello è il segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe (Fillea): «Si continua a fare affidamento su linee guida e raccomandazioni»
Con l’avvio della stagione estiva e l’apertura di numerosi cantieri sul territorio provinciale, la Fillea Cgil torna a chiedere interventi concreti per tutelare la salute dei lavoratori esposti alle alte temperature.
A lanciare l’appello è il segretario generale Giampaolo Mastrogiuseppe, che richiama l’attenzione sui rischi legati al caldo estremo nei cantieri edili, settore che sarà particolarmente impegnato nei prossimi mesi nella realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture.
«Parliamo di cantieri soprattutto pubblici, finanziati con risorse della collettività e destinati a migliorare la qualità della vita delle persone», osserva Mastrogiuseppe. «Ma è necessario interrogarsi anche sulle condizioni di chi quelle opere le realizza, spesso lavorando all’aperto sotto il sole nelle giornate più calde».
«Provincia e Comuni intervengano»
Secondo il sindacato, nonostante l’esperienza maturata negli ultimi anni e la crescente frequenza delle ondate di calore, in Trentino manca ancora una regolamentazione che imponga la sospensione delle attività lavorative nelle ore più critiche.
La Fillea punta il dito in particolare contro l’assenza di ordinanze da parte della Provincia e dei Comuni maggiormente interessati dai cantieri pubblici.
«Si continua a fare affidamento su linee guida e raccomandazioni, strumenti certamente utili ma non equiparabili a un’ordinanza», sostiene Mastrogiuseppe. «Un provvedimento formale consentirebbe anche alle imprese e ai lavoratori di accedere più facilmente agli ammortizzatori sociali nelle giornate in cui le attività devono essere sospese per ragioni di sicurezza».
Il rischio colpi di calore
Il sindacato ricorda come già tre anni fa, all’interno del cosiddetto “quaderno di cantiere” promosso dalla Provincia con il contributo di diversi enti e soggetti istituzionali, fosse stato inserito un capitolo dedicato alla prevenzione dei colpi di calore.
Oggi, sottolinea la Fillea, le informazioni e le indicazioni operative sono facilmente reperibili anche attraverso piattaforme specializzate come Worklimate, ma ciò non sarebbe sufficiente senza strumenti normativi vincolanti.
«Parliamo di temperature superiori ai 35 gradi e di elevati livelli di umidità che possono provocare gravi conseguenze per la salute», evidenzia il sindacato.
Non solo edilizia
L’allarme riguarda un numero molto più ampio di lavoratori rispetto al solo comparto delle costruzioni. Tra le categorie maggiormente esposte vengono citati gli addetti alle cave di porfido, gli operai agricoli, i lavoratori impiegati nei capannoni industriali privi di adeguati sistemi di raffrescamento e quanti operano sotto strutture temporanee o coperture provvisorie.
«Negli anni scorsi si sono registrati anche malori gravi e in alcuni casi fatali», ricorda la Fillea Cgil, che richiama il principio costituzionale della tutela della salute sul lavoro.
L’appello alle istituzioni
Il sindacato conclude chiedendo un intervento urgente da parte del presidente della Provincia e dei sindaci dei principali centri del Trentino, in particolare dell’area dell’Adige, della Piana Rotaliana e del Basso Sarca.
«La salute è un diritto fondamentale garantito dall’articolo 32 della Costituzione», conclude Mastrogiuseppe. «Per questo confidiamo nell’adozione di ordinanze che impongano, e non semplicemente suggeriscano, la sospensione delle attività lavorative nelle giornate e nelle fasce orarie caratterizzate da condizioni climatiche particolarmente critiche».