Viabilità

giovedì 4 Giugno, 2026

Fugatti torna sulla protesta al Brennero: «Non si può dire “meno auto e più treni” ed essere contrari al bypass di Rovereto»

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Il presidente: «Le tematiche ambientali le affrontiamo facendo le opere qui da noi, e la manifestazione del Brennero deve servire ad aprirci gli occhi su cosa è indispensabile fare»

Anche a distanza di qualche giorno dalla protesta, fa discutere il blocco dell’A22 imposto sabato scorso sul versante austriaco del Brennero per una manifestazione ambientalista. Una chiusura di otto ore al traffico, che non ha avuto ripercussioni troppo pesanti sulla viabilità verso nord ma ha acceso il dibattito  anche a livello politico su quelle che sarebbero potute essere le conseguenze a livello economico della protesta.

Dopo aver dichiarato «inaccettabili» le modalità alla vigilia della protesta, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti è tornato sulla questione nel corso della seduta della Terza commissione, in cui si è discusso del bypass ferroviario di Rovereto: «Tre giorni fa c’è stata la protesta del Brennero – ha dichiarato il governatore – Anche se non ne abbiamo condiviso le modalità, una protesta legittima per chi vive in quelle zone, che va a confluire nel dibattito in corso in Vallagarina nel quale è emersa anche l’ipotesi di un “opzione zero”. Le tematiche ambientali le affrontiamo facendo le opere qui da noi, e la manifestazione del Brennero deve servire ad aprirci gli occhi su cosa è indispensabile fare. Nè la Provincia né Rfi imporranno il percorso, ma la Vallagarina rischia di rimanere isolata e di subire pesanti conseguenze da un eventuale no al bypass».

Fugatti ha poi ribadito che le tematiche ambientali devono essere considerate senza esasperare il confronto: «Se si blocca il Brennero dicendo meno auto e più treni non si può rischiare di non fare nulla a Rovereto – ha aggiunto il presidente – Trento ha dimostrato responsabilità, c’è il rischio che i lavori della linea si faranno ovunque e la Vallagarina rischia di essere tagliata fuori proprio per l’esasperazione dei temi ambientali. Non si può andare al Brennero a dire che servono più treni e poi venire qui a dire che vogliamo l’”opzione zero”».