Cronaca
martedì 2 Giugno, 2026
Strage di Amendolara, svolta nelle indagini: fermate due persone. Il video della trappola di fuoco incastra i sospettati
di Redazione
Quattro braccianti pakistani sono morti carbonizzati in un minivan in fiamme nel Cosentino. Determinanti le immagini delle telecamere di sorveglianza
Svolta nelle indagini sulla strage di Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro braccianti pakistani sono rimasti carbonizzati all’interno di un minivan in fiamme. Le autorità hanno fermato due persone, anch’esse pakistane, con l’accusa di omicidio plurimo, ritenendole responsabili dell’eccidio avvenuto in una stazione di servizio sulla statale 106.
A incastrare i presunti responsabili è stato un video registrato dalle telecamere di sorveglianza dell’area di servizio, documento che gli inquirenti hanno scandagliato in profondità. Il filmato mostra quella che è stata definita una vera e propria «trappola di fuoco»: nelle immagini si vedono due individui dare fuoco al veicolo e, successivamente, premere con forza sulle portiere per assicurarsi che i migranti chiusi all’interno non potessero scappare e mettersi in salvo.
La tragedia si è consumata lunedì, tra le 12.30 e le 13.00, a ridosso delle colonnine del carburante dell’area di servizio. Mentre una densa colonna di fumo nero si alzava dal mezzo con i quattro braccianti arsi vivi al suo interno, i due assalitori si sono dati alla fuga. Grazie alla rapidità delle indagini e all’analisi dei filmati, la polizia è riuscita a individuare e rintracciare i due sospettati già nella serata di lunedì.
Quella dei pachistani uccisi, afferma una nota il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, è «una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili. Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica. Per questo la comunità calabrese esprime vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime. Ci auguriamo che il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull’accaduto, accertando tutte le responsabilità. Nel giorno in cui celebriamo gli ottant’anni della Repubblica, rinnoviamo il nostro impegno affinché i valori di libertà, democrazia e umanità che ne hanno accompagnato la nascita continuino a guidare il cammino dell’Italia».
«Nel giorno in cui festeggiamo la Repubblica fondata sul lavoro, non dimentichiamo le sacche terribili di sfruttamento che la attraversano. La notizia dei 4 braccianti pakistani trovati carbonizzati in Calabria è sconcertante. Ci dice che la strada da fare per cancellare il caporalato è ancora lunga. La magistratura vada fino in fondo, il Parlamento eviti di aprire ulteriormente le porte a forme di deregulation del mercato del lavoro come è stato negli ultimi anni. La Repubblica resta una conquista ancora incompleta di fronte a casi di sfruttamento così gravi», afferma il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
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