Sanità
mercoledì 22 Luglio, 2026
Liste d’attesa, affondo di Zanella e Parolari (Pd): «Trentino ultimo in Italia per le prime visite, la sanità è in affanno»
di Redazione
I consiglieri dem commentano il rapporto Agenas e puntano il dito contro l’assessore Mario Tonina e i vertici dell’azienda sanitaria: «Non bastano le parole, servono responsabilità e risposte concrete»
Il Trentino è ultimo in Italia per il rispetto dei tempi massimi di attesa delle prime visite specialistiche. È da questo dato, contenuto nel primo rapporto Agenas sul monitoraggio delle liste d’attesa, che prende le mosse il duro intervento dei consiglieri provinciali del Partito Democratico, Paolo Zanella e Francesca Parolari, che tornano ad attaccare la gestione della sanità provinciale e dell’assessore Mario Tonina.
Secondo i due esponenti dem, il rapporto confermerebbe quanto denunciato negli ultimi mesi, dopo l’aggiornamento del software del Centro unico di prenotazione (Cup).
«I dati del primo rapporto Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa confermano il trend registrato già con i dati del primo quadrimestre: una situazione disastrosa che denunciamo ormai da sette mesi, quando avvenne l’aggiornamento del software del Cup», affermano Zanella e Parolari.
Per i consiglieri del Pd, il quadro è ora certificato dai numeri. «Oggi è certificato nero su bianco: per il rispetto dei tempi di attesa previsti per le prime visite siamo ultimi in Italia, peggiorati di dieci punti percentuali rispetto a un anno fa. Qualcosa di inaudito per la Provincia autonoma di Trento».
Nel mirino finisce anche il significato stesso dell’Autonomia speciale. «Se l’Autonomia invece di servire per fare “meglio con meno” diventa lo strumento per “fare peggio con di più”, risulta complicato difenderla», sostengono.
I due consiglieri ricordano di aver chiesto nei mesi scorsi un’assunzione di responsabilità politica per i problemi emersi nella gestione delle liste d’attesa.
«A suo tempo proprio sulle liste di attesa, intuendo che i problemi al Cup avrebbero inciso ben più pesantemente di quanto si desse a vedere, eravamo arrivati a chiedere le dimissioni dell’assessore o quanto meno dei vertici di Asuit, che qualcuno si assumesse uno straccio di responsabilità. Nulla. Oggi davanti al disastro ancora tutti lì, nessuno che ammetta la gravità della situazione».
Per Zanella e Parolari, non è sufficiente rivendicare una responsabilità politica senza conseguenze concrete. «Non basta, assessore Tonina, dire a parole che ci si assume la responsabilità se poi non c’è alcuna conseguenza fattiva».
Secondo gli esponenti del Pd, il problema non riguarda soltanto i tempi di accesso alle prestazioni, ma incide anche sull’immagine della sanità provinciale. «Questi dati, oltre a descrivere un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno e meno accessibile, sono anche un danno d’immagine per la nostra sanità e il nostro Trentino».
Infine, i consiglieri contestano le rassicurazioni arrivate dall’assessorato, secondo cui il numero delle prestazioni in attesa sarebbe in diminuzione.
«Sentirsi dire dall’assessore che però le prestazioni nel contenitore sono in riduzione è una ben magra consolazione, se quelle prestazioni sono assegnate per la metà dei casi fuori dei tempi massimi di attesa», osservano.
E concludono puntando l’attenzione sul gruppo di lavoro incaricato di risolvere le criticità del sistema: «Se poi sono mesi che un gruppo di lavoro speciale sta tentando di risolvere i problemi alla radice, alla luce degli esiti forse va constatato che questo gruppo non funziona oppure che i problemi informatici e organizzativi sono così pesanti che risolverli è impresa ardua. Ma chi li ha causati e chi non è in grado di risolverli, a un certo punto, ne risponderà alla cittadinanza? Che intanto per farsi curare paga. Sempre se può permetterselo».
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