Il focus
sabato 30 Maggio, 2026
Brennero, perché è il valico più trafficato delle Alpi? I costi, i tir e il nodo dei pedaggi: tutto quello che c’è da sapere
di Simone Casciano
Dal peso del traffico sull’ambiente ai 2 miliardi di costi esterni l’anno, fino ai pedaggi più bassi rispetto agli altri valichi alpini: numeri e criticità del corridoio del Brennero al centro della protesta ambientalista
Dal traffico giornaliero all’impatto su ambiente e salute, fino alla tariffa dei pedaggi per chilometro. In questa breve guida declinata nella formula «domanda&risposta» riportiamo alcune delle principali informazioni sul corridoio del Brennero, al centro di una grande manifestazione ambientalista nella giornata odierna.
Cosa si intende per costi esterni?
Una ricerca effettuata da EusAlp, l’ente per le strategie di coesione lungo l’arco alpino, per la prima volta ha quantificato quanto il traffico, le emissioni, gli incidenti e altri valori costino alla collettività. Una ricerca, commissionata dal gruppo per la mobilità dell’ente Ag4, che ha preso in esame 6 valichi o trafori alpini: Ventimiglia, Frejus, Monte Bianco, Gottardo, Tauern e il Brennero. «Nella regioni montuose delle Alpi, il trasporto di merci e passeggeri ha un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute umana sproporzionatamente maggiore rispetto alle zone di pianura — si legge nel rapporto di EusAlp — A causa dei vincoli geografici, i principali flussi di traffico vengono convogliati attraverso strette valli alpine, dove i residenti sono esposti a livelli elevati di inquinamento atmosferico, rumore, incidenti e congestione». Questi sono i cosiddetti «costi esterni».
A quanto ammontano i costi esterni del valico del Brennero?
Secondo la ricerca i costi esterni legati al corridoio del Brennero ogni anno sono pari a 2 miliardi di euro, segue al secondo posto Ventimiglia con 1,8 miliardi e al terzo Tauern con 877 milioni. La classifica resta uguale, ma con distanze minori, se il calcolo viene fatto per chilometri della tratta. Il Brennero resta al primo posto con un costo di 4,8 milioni per chilometro, tallonato da Ventimiglia a 4,5.
Come sono ripartiti i costi esterni del Brennero?
Andando a guardare alla totalità di costi esterni legati al corridoio del Brennero, il 31% sono dovuti a incidenti lungo la tratta, il 30% al traffico, il 20% alle emissioni di CO2 (principale causa del riscaldamento globale), il 9% all’inquinamento dell’aria per polveri sottili e altri agenti inquinanti, il 5% per il rumore e il 3% per i danni agli habitat.
Quanti veicoli attraversano il corridoio del Brennero?
Secondo i più recenti dati di «iMonitraf» sugli spostamenti sui valichi alpini, i numeri del 2024 confermano il Brennero al primo posto con una media giornaliera di quasi 33mila veicoli, 8mila in più della media di Ventimiglia (25mila) e 13mila in più del Gottardo (19mila). Il valico del Trentino Alto Adige è anche quello che registra la media giornaliera più alta di mezzi pesanti con circa 7mila al giorno, Ventimiglia si ferma a 6.300. Dati entrambi stabili con gli anni post Covid.
Quante merci vengono trasportate lungo l’asse del Brennero?
Sul Brennero nel 2024 sono state trasportate 37,5 milioni di tonnellate di merci, Ventimiglia si ferma a 22 milioni e mezzo. Di queste un po’ di più del 70% vengono trasportate su gomma, con la rotaia che interessa meno di un terzo del totale, mentre il Sempione e il Gottardo hanno dati di merce sul ferro pari rispettivamente al 90% e 70%.
Qual è il costo della tratta del Brennero?
Il costo dei pedaggi del Brennero è significativamente più basso rispetto alle altre opzioni: 0,51 euro a chilometro per i mezzi pesanti Euro 2 HGV (40t, 5 assi), 0,47 euro per i mezzi pesanti Euro 5 HGV (40t, 5 assi), 0,46 euro per i mezzi pesanti Euro 6 HGV (40t, 5 assi) e infine 0,16 euro per i mezzi pesanti E/H2 HGV (40t, 5 assi), meno della metà rispetto ai trafori del Monte Bianco e del Frejus e significativamente più economico del Gottardo.
Quale sarà l’impatto della nuova Galleria di base del Brennero?
In questo scenario, per abbattere i costi esterni, sarà fondamentale far crescere la quota di merci trasportate su rotaia. Le stime di «iMonitraf» immaginano una crescita fino al 60% nel 2040 grazie al tunnel del Brennero.
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