Val di Fiemme

mercoledì 27 Maggio, 2026

Dà fuoco a casa sua e a quella dei vicini, poi minaccia i pompieri con una pistola: 88enne sottoposto a perizia psichiatrica

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L’uomo è accusato di incendio doloso, minacce aggravate e detenzione di arma da fuoco non denunciata

Sarà sottoposto a una perizia psichiatrica, l’anziano di 88 anni che lo scorso 22 ottobre aveva dato fuoco a casa sua, a Castello Molina di Fiemme, e anche a quella dei vicini e poi ha atteso i vigili del fuoco con una pistola con il colpo in canna in pugno. Ieri si è tenuta la prima udienza del processo con rito abbreviato davanti al giudice Enrico Borrelli. Marco Vernillo, difensore dell’anziano che ora è ricoverato in casa di riposo a Predazzo con una misura di sicurezza, si è opposto alla richiesta di giudizio immediato della Procura e ha chiesto, ottenendolo, il rito abbreviato condizionato allo svolgimento della perizia.

L’uomo è accusato di incendio doloso, minacce aggravate e detenzione di arma da fuoco non denunciata. Il giudice ieri ha accolto la richiesta e ha nominato come perito il dottor Eraldo Mancioppi. Nel frattempo, la difesa ha fatto eseguire una consulenza tecnica dalla dottoressa Cristina Bertolini secondo la quale l’anziano non era capace di intendere e di volere al momento dei fatti, non può stare neanche in giudizio e la sua pericolosità sociale ormai è attenuata. Il 16 settembre il perito nominato dal giudice giurerà e inizierà la sua valutazione incontrando l’anziano.

L’anziano, quando i carabinieri e vigili del fuoco sono entrati nella camera da letto, ha puntato l’arma contro di loro, mentre nel garage alcune bombole di gas rischiavano di far saltare tutto per aria. È successo nel centro di paese dove è divampato un rogo furioso nel garage per poi propagarsi sul tetto in legno dell’abitazione. L’intervento dei vigili del fuoco e dei militari per un principio d’incendio, però, ha preso una piega inaspettata.

I vicini, notando una densa colonna di fumo nero provenire dal garage adiacente al casolare dell’ottantottenne, allarmati, hanno composto il numero unico per le emergenze 112. Nel giro di poco i vigili del fuoco volontari appartenenti ai corpi di Castello di Fiemme, Carano, Cavalese e Molina di Fiemme sono accorsi sul posto. Il fumo aveva avvolto completamente la struttura, le fiamme, alimentate rapidamente dai materiali presenti, si erano propagate sul tetto in legno del garage, distruggendolo completamente, per poi estendersi al tetto e sottotetto dell’abitazione principale. Ma non c’era tempo da perdere, i soccorritori dovevano far evacuare e mettere in salvo l’uomo che era in casa.

La porta d’ingresso era chiusa dall’interno, i militari della stazione di Cavalese, insieme ai vigili del fuoco volontari di Carano, hanno dovuto sfondarla per entrare. Una volta dentro, tra il fumo e le fiamme, hanno raggiunto la camera da letto trovandosi davanti una scena inaspettata che poteva avere conseguenze drammatiche. L’anziano era armato e, spaventato in stato di evidente fragilità, ha puntato la pistola contro i soccorritori. Ma in pochi istanti lo hanno bloccato e disarmato, riuscendo a trascinarlo all’esterno dell’abitazione ormai satura di fumo. All’uomo sono poi state prestate le prime cure mediche, in quanto accusava un principio di intossicazione. E, giunta sul posto l’ambulanza, è stato trasportato al centro di salute mentale dell’ospedale di Borgo Valsugana.

L’uomo poi è stato sottoposto alla misura di sicurezza per evitare che potesse nuovamente commettere lo stesso tipo di reati. Così è stato ricoverato in una struttura di Predazzo. L’uomo vive solo e non ha parenti tranne una cugina che vive sempre a Castello Molina di Fiemme. È pensionato e gli è stato nominato un amministratore di sostegno viste le sue condizioni psicofisiche.