Città
domenica 24 Maggio, 2026
L’altra Trento dei giorni del Festival dell’Economia: ai Solteri e a Martignano è già tempo di sagre: «Tremila persone a serata»
di Serena Torboli
Viaggio nella periferia Nord, dove le associazioni hanno organizzato pranzi per persone sole e concerti con band locali
Non solo Festival dell’Economia, questo è anche il fine settimana di un’altra Trento, divisa tra più sagre, come nel caso di Martignano e dei Solteri. Appuntamenti attesi che ripropongono tradizioni, tessono relazioni e creano comunità. A coordinare la rete di Solteri c’è Manuela Zaninotto, presidente dell’associazione di volontariato «Nodi di Vita» e capofila dell’organizzazione. Manuela ci tiene a precisare che la sagra nasce da un fitto tessuto locale: «Non siamo un comitato per una festa, siamo un gruppo di volontari di tutte le realtà che ci sono in questo rione: il circolo anziani, la parrocchia, l’oratorio, gli alpini e la Sportiva». In un rione diventato multietnico, la cucina riflette questo cambiamento: alla tradizionale pasta di luganega che non può mancare in Trentino si affiancano i piatti dal mondo, come il couscous marocchino. «È il bello dell’integrazione, lavorare insieme», dice Manuela.
Il momento centrale del sabato è stato il pranzo per gli anziani e le persone sole, interamente offerto da un residente storico in memoria della moglie scomparsa, Rita, con l’obiettivo di avviare una fondazione a suo nome per le persone bisognose. Sotto il tendone della sagra l’atmosfera si è fatta elegante, trasformandosi in un luogo di accoglienza curato nei dettagli, con le tovaglie, le piantine sulla tavola e le note di un violinista per accompagnare il pasto con la musica. Tra i tavoli, c’è anche la signora Amalia, che ha quasi cent’anni e non ha voluto assolutamente mancare a questo momento di condivisione. Sullo sfondo della festa resta l’area della ex Atesina, l’ex deposito degli autobus su cui il rione rivendica da oltre vent’anni una destinazione sociale. Non ha dubbi Manuela: «Sicuramente, quando il momento arriverà, quello spazio lì sarà uno spazio per il sociale per il rione. Punto. Speriamo e non vorremmo assolutamente niente di commerciale». Proprio all’interno dell’enorme area si rifugiano a dormire alcune persone in condizioni di forte marginalità. I volontari hanno cercato di portare loro un piatto caldo. Questo spazio è già vivo grazie ai ragazzi dell’educativa di strada, che hanno realizzato un murale sulla struttura dell’ex Atesina e hanno dipinto un container-magazzino trasformandolo nell’«autobus del futuro» o «l’autobus che vorrei». Un laboratorio che ha visto giovani e anziani lavorare fianco a fianco, anche scambiandosi i compiti, con i ragazzi a cucire e le signore con in mano lo spray per disegnare. «È una fatica lavorarci ogni anno — ammette Manuela — ma poi ci ritroviamo tutti. E la cosa bella poi è riconoscersi, chiamarsi per nome… Io la Chadia non la notavo neanche con il velo: adesso quando la vedo per strada mi chiama, ci baciamo. Quando ci muoviamo, vediamo che è un quartiere che ha una grande anima, è questa la scoperta di questa festa».
Intanto, sulla collina, ieri sera a Martignano è andata in scena la 52esima edizione della storica «Sagra di Primavera-Entorno al paes», un fine settimana che ha riempito le locande del paese e il parco tra gastronomia e musica. Il paese di fatto viene chiuso, assicurando la possibilità di parcheggiare tutt’attorno: «Venerdì sera c’era qua il mondo: più di tremila persone», racconta Fabio Floriani, presidente del comitato organizzatore. Dal concerto ska del venerdì al revival anni ’60 e ’70 dei Cugini di Montagna di ieri sera, fino ai DJ set, ogni spiazzo propone qualcosa. Una festa per tutti, che si concluderà oggi con giochi e la tradizionale processione.
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