Il T in classe
martedì 12 Maggio, 2026
Bozzarelli al Liceo Bonporti: “collettività, cultura e comunità”
di Alessandra Bosetti, Ilaria Morat, Matilde Dallago
La vicesindaca ripercorre la sua carriera politica: «La cultura è lo strumento che ci permette di essere una società libera, l’antidoto alle autocrazie»
Questo articolo è stato elaborato nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro denominato “il T in classe” svolto con le classi IV A, B e C del liceo musicale e coreutico Bonporti di Trento.
“Non mi sento una persona che ha un’ambizione superiore a quella degli altri, ma adesso devo dare il massimo perché ho una responsabilità nei confronti della cittadinanza. Questa è l’ambizione che provo”.
È con questa affermazione che la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli fa breccia nel cuore dei ragazzi del Liceo Musicale e Coreutico Bonporti. Il 26 gennaio, durante il progetto “Educare alla cittadinanza attraverso la scrittura giornalistica” organizzato in collaborazione con il T Quotidiano, i ragazzi del triennio hanno avuto infatti la possibilità di incontrare la vicesindaca di Trento per un’intervista.
Nell’ora trascorsa assieme, gli studenti hanno posto alcune domande alle quali l’assessora ha risposto con grande umanità, gentilezza e spontaneità.
In un primo momento, ha voluto raccontare cosa ha fatto nascere in lei la motivazione per intraprendere una carriera politica. La vicesindaca si è avvicinata al mondo della politica o, come detto da lei, “le sue prime azioni da cittadina attiva e consapevole” sono state i concerti e le fiaccolate organizzate all’età di sedici anni dopo l’attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Queste sue azioni l’hanno guidata nella scelta di studiare alla facoltà di Scienze Politiche e Istituzioni Europee. Durante il periodo di studio universitario ha fatto volontariato e ha lavorato presso un’associazione per l’Africa, dove ha diretto un’organizzazione governativa e, negli stessi anni, ha deciso di iscriversi all’appena nato Partito Democratico.
In risposta ai ragazzi su come vive il suo ruolo e se ha riscontrato ostacoli in quanto donna, Bozzarelli ha poi parlato del suo ambiente lavorativo. Per lei infatti far parte di una Giunta, e più in generale della politica, significa poter condividere le responsabilità. Proprio per questo motivo definisce “la collettività” come uno degli aspetti fondamentali del suo ambiente politico. Collettività intesa come “la possibilità di portare un problema all’interno dell’anima della politica attraverso il dialogo, in modo che questo venga vissuto in modo collettivo e non solo sulle spalle del singolo assessore”. La vicesindaca infatti ha sottolineato “ho costruito pezzi di politica insieme ad altri perché questa è una dimensione collettiva, non solo negli organi, ma anche con la comunità”. Un’altra nota positiva della sua comunità politica è legata al tema della parità di genere. Lei lo descrive come vero, concreto e portato avanti nella battaglia per la parità. Ha dichiarato inoltre di non aver mai provato la sensazione di esser lasciata da parte in quanto donna, anche se ammette di aver trovato ancora dei pregiudizi riguardo alla sua posizione di donna in carriera e madre. Per questa ragione aggiunge: “sono consapevole che il ruolo che porto avanti serve anche per le altre donne”.
Su richiesta dei ragazzi Bozzarelli si è poi soffermata con molto entusiasmo a descrivere le iniziative culturali che la città di Trento propone da qualche anno. “Trento Aperta” è una programmazione culturale della città di Trento, il frutto della collaborazione di tutte quelle organizzazioni culturali che hanno il desiderio di costruire, attraverso la cultura, spazi di libertà e relazione all’interno della comunità. Trento Aperta è nata infatti dopo la pandemia ed aveva lo scopo di ricreare uno spazio dove le persone potessero ritornare a vivere assieme come comunità. Proprio per questo, sono stati portati all’interno della città e nel centro storico laboratori creativi e festival come: il Festival dell’Economia, Poplar, i concerti di prossimità e il cinema di prossimità. Questi permettevano alla cultura di “arrivare soprattutto laddove non c’è un desiderio dichiarato di partecipare a qualcosa legato alla cultura”. L’assessora considera infatti la cultura come “lo strumento che ci permette di essere una società libera, l’antidoto alle autocrazie” perché questa dà la possibilità di trovare nuove forme di contestazione e critica verso la società.
Alessandra Bosetti, Ilaria Morat, Matilde Dallago 4^ C.
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