Sanità
giovedì 7 Maggio, 2026
«Fuga degli infermieri inevitabile, la Provincia faccia qualcosa». Il sindacato Nursing Up chiede più investimenti: «C’è più di un miliardo a disposizione»
di Redazione
Chiesto anche un impegno sul fronte della maternità: «Non è più sostenibile ignorare il doppio carico che grava sulle professioniste»
«I soldi ci sono, usiamo per valorizzare gli infermieri e le altre professioni sanitari». È quanto chiede il sindacato Nursing Up, che in Trentino rappresenta 1.800 operatori della sanità, in una nota firmata da Fabio Lavagnino, Antonella Genetin e Daniele Costa.
Nel mirino il prossimo assestamento di bilancio provinciale, definito «un passaggio cruciale e decisivo» per il destino del sistema sanitario pubblico.
Secondo il sindacato, senza un deciso cambio di passo sul nuovo contratto di lavoro e sulle retribuzioni di infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e professioni riabilitative, il rischio è quello di una crisi irreversibile.
«La fuga dalla sanità pubblica diventerà inarrestabile», avverte Nursing Up, sottolineando come il Trentino debba colmare il divario salariale rispetto ad Alto Adige ed Europa per mantenere attrattivo il sistema sanitario.
Il sindacato teme inoltre che, senza interventi strutturali, il potenziamento della sanità territoriale e delle future Case di comunità finisca per svuotare ulteriormente gli ospedali, già alle prese con carenze croniche di personale.
Nel documento si chiede di superare le «vecchie logiche di redistribuzione indistinta delle risorse», riconoscendo economicamente responsabilità e complessità delle diverse professioni sanitarie.
Nursing Up richiama anche i dati economici provinciali: «L’avanzo provinciale è di 1,2 miliardi, mentre la liquidità ferma in Banca d’Italia supera i 5 miliardi». Risorse che, secondo il sindacato, dovrebbero essere utilizzate prioritariamente per rafforzare il personale sanitario.
Particolare attenzione viene posta anche al peso fiscale e agli obblighi professionali che gravano sui sanitari, tra iscrizioni agli ordini, assicurazioni e formazione continua.
Uno dei passaggi più duri riguarda le condizioni di lavoro negli ospedali e nei servizi sanitari.
«La disponibilità dei professionisti è giunta al termine», scrive il sindacato, denunciando un quadro segnato da stress lavoro-correlato, burnout, mancato recupero psicofisico, conflitti e aggressioni sempre più frequenti.
Secondo Nursing Up, un sistema moderno non può continuare a reggersi esclusivamente sul sacrificio individuale degli operatori, ma deve costruire percorsi di attrattività e fidelizzazione.
Ampio spazio viene dedicato anche alla questione della conciliazione tra vita privata e professionale, in un comparto composto prevalentemente da donne.
Il sindacato chiede politiche concrete per tutelare la maternità, favorire una turnistica più flessibile e contrastare il rischio di abbandono precoce della professione.
«Non è più sostenibile ignorare il doppio carico che grava sulle professioniste», si legge nel documento, che definisce il benessere dei lavoratori sanitari «un dovere etico e organizzativo».
Nursing Up ribadisce infine che la crisi attuale riguarda soprattutto il personale sanitario del comparto: «Sono infermieri, ostetriche e professioni sanitarie che mancano all’appello».
Il sindacato cita anche i dati Ocse: «In Italia i medici sono il 25% in più rispetto alla media europea, mentre gli infermieri sono il 20% in meno».
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