Un comunicato all’apparenza «asettico» e che sembra ribadire l’ovvio: di inquinamento si muore. Ma il motivo per cui è stato diramato è chiaro: il progetto che prevede la realizzazione di un inceneritore a Ischia Podetti.
Insomma, una presa di posizione in piena regola da parte del mondo delle professioni sanitarie. A intervenire l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trento, l’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Trento, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trento e l’Ordine dei Farmacisti della provincia di Trento. L’oggetto è esplicitato fin da subito: la tutela della salute pubblica nelle scelte relative alla gestione dei rifiuti.
«Rischio per la salute»
Gli Ordini ricordano come l’inquinamento dell’aria rappresenti «uno dei principali fattori di rischio per la salute in Europa», con conseguenze importanti in termini di mortalità, malattie e costi sociali ed economici.
Nel documento viene richiamato il principio One Health, che considera strettamente connesse la salute umana, quella animale e la tutela dell’ambiente.
Secondo i professionisti sanitari, anche territori caratterizzati da una buona qualità ambientale possono comunque presentare criticità legate alla presenza contemporanea di più fonti inquinanti.
Focus sui rischi legati all’incenerimento
Particolare attenzione viene posta ai processi di combustione, tra cui, per l’appunto, l’incenerimento dei rifiuti, indicati come una delle principali cause di inquinamento atmosferico globale.
Pur riconoscendo l’esistenza di impianti moderni e tecnologie avanzate, gli Ordini evidenziano la necessità di mantenere «un approccio prudente», soprattutto in relazione ai volumi trattati, alla composizione dei rifiuti e alla presenza di sostanze emergenti ancora poco regolamentate.
Tra gli elementi citati figurano polveri ultrafini, microplastiche e PFAS, oltre alla produzione di CO2 climalterante.
«A rischio i più fragili»
Il documento richiama la letteratura scientifica sugli effetti di alcuni inquinanti, come particolato fine, metalli pesanti e composti organici persistenti, sottolineando possibili impatti negativi sulla salute, in particolare per le persone più fragili.
Gli Ordini invitano inoltre a considerare non solo l’esposizione diretta tramite inalazione, ma anche quella indiretta attraverso la contaminazione di suoli, colture e catena alimentare.
Le richieste
Nel comunicato vengono indicate alcune condizioni considerate fondamentali prima di qualsiasi scelta: per gli ordini servono valutazioni preventive integrate di impatto sanitario e ambientale. Si chiede, inoltre, di implementare modelli previsionali sulla dispersione degli inquinanti, programmi di monitoraggio ambientale e biomonitoraggio e, infine, una sorveglianza epidemiologica continua e trasparente.
Gli Ordini sanitari concludono chiedendo che ogni decisione venga assunta «sulla base della tutela della salute della popolazione e della sostenibilità ambientale», nel rispetto dei ruoli istituzionali e delle competenze dei soggetti coinvolti.