Sanità
giovedì 7 Maggio, 2026
Riforma Schillaci, anche il sindacato Fimmg contrario: «La Provincia si opponga, va difesa la cura di prossimità»
di Redazione
La sigla contesta la decisione di far passare i medici dalla libera professione al pubblico: «Rischio per la tenuta di tutto il Servizio sanitario nazionale e territoriale»
Anche la sezione trentina della FIMMG, il sindacato della medicina generale, esprime la sua contrarietà alla riforma nazionale, proposta dal Ministro Schillaci, riguardo il trasferimento dei medici di medicina generale dalla libera professione al pubblico.
Le motivazioni vengono spiegate in una nota firmata dal segretario provinciale della sigla Valerio Di Giannantonio, in cui si esprime «pieno sostegno» alla dichiarazione dello stato di agitazione da parte dei medici: «I dati OCSE 2025 richiamati da FIMMG nazionale confermano che il modello italiano di assistenza primaria continua a produrre risultati tra i migliori in Europa in termini di riduzione dei ricoveri – si legge – Smantellare il rapporto fiduciario medico-paziente senza evidenze scientifiche che dimostrino un miglioramento del sistema rappresenta un rischio concreto per la tenuta del Servizio sanitario nazionale e quindi provinciale. La questione non riguarda una difesa corporativa ma il futuro concreto dell’assistenza ai cittadini, soprattutto nei territori montani, periferici e nelle aree interne come molte realtà del Trentino, dove conosciamo bene il valore della capillarità territoriale della medicina generale».
La riforma, secondo FIMMG, non affronterebbe inoltre la «vera emergenza ignorata dal Governo», cioè la carenza crescente dei medici di medicina generale: «Un’emergenza aggravata da anni di ritardi contrattuali, incertezza normativa e mancata valorizzazione professionale – prosegue la nota – Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente se la medicina generale verrà percepita dalle nuove generazioni come una professione priva di autonomia, stabilità e prospettive».
L’appello è quello di aprire un confronto con le istituzioni pubbliche per tutelare la categoria: «Sollecitiamo il Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’Assessore Mario Tonina ed il suo Dipartimento, il Consiglio Provinciale ed il Consiglio delle Autonomie Locali ad esprimere dissenso rispetto al metodo politico e tecnico di riforma in atto, richiamando alla necessità del confronto con i medici – conclude Di Giannantonio – Difendere il medico di famiglia significa difendere il diritto dei cittadini ad avere cure di prossimità, continuità assistenziale e un rapporto umano costruito nel tempo».
Sanità
«Fuga degli infermieri inevitabile, la Provincia faccia qualcosa». Il sindacato Nursing Up chiede più investimenti: «C'è più di un miliardo a disposizione»
di Redazione
Chiesto anche un impegno sul fronte della maternità: «Non è più sostenibile ignorare il doppio carico che grava sulle professioniste»