Trento
sabato 2 Maggio, 2026
Truffa del finto carabiniere a Martignano, l’arrestato davanti al giudice: «Sono stato mandato da Napoli per ritirare gli ori»
di Benedetta Centin
Il 25enne era stato arrestato in stazione dalla Polfer, ha spiegato il suo ruolo ma non ha fatto i nomi dei complici
«Mi hanno fornito un cellulare e il biglietto del treno, da Napoli a Trento e ritorno. Loro mi hanno solo detto di andare a ritirare soldi e gioielli da quella pensionata. Chi sono questi non saprei». Questo, in sintesi, quanto ha riferito ieri al giudice il 25enne napoletano arrestato martedì in stazione a Trento, mentre stava salendo sul treno, diretto a casa, a Napoli, con quanto sottratto poco prima a una pensionata più che settantenne di Martignano. E cioè 71 gioielli di vario tipo, del valore complessivo di 20mila euro, e 120 euro in contanti. Tutto recuperato dalla polizia che lo ha fermato e trasferito poi in carcere a Spini. L’arrestato, nell’interrogatorio, non si è dimostrato collaborativo. Ha parlato dell’«incarico» che gli avrebbero dato, senza specificare chi, senza fare i nomi dei mandanti che gli avrebbero fornito cellulare e biglietti del treno, omettendo anche di dire se era previsto un compenso per lui e il relativo importo. Il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua, convalidato l’arresto per truffa aggravata, ha confermato per lui la misura del carcere.
Intanto le indagini della squadra mobile della questura proseguono per arrivare a identificare anche il complice che aveva agganciato la pensionata al telefono fisso spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine. «Salve, sono un maresciallo dei carabinieri, nei giorni scorsi, nelle vicinanze di una gioielleria rapinata, è stata rinvenuta un’auto con la vostra targa, potrebbe esserci un coinvolgimento» quanto ha detto, in sostanza, alla pensionata, spaventandola non poco. Quindi, l’invito, o meglio l’ordine da parte del falso militare: «Raccolga tutti i gioielli e i soldi che possiede e li consegni all’incaricato che arriverà a casa sua per ritirarli. Verranno analizzati per capire se possano essere quelli rubati nel corso della rapina».
E non è tutto perché il truffatore al telefono, per rendere ancora più credibile la storia appena raccontata, per far salire l’ansia, si era fatto passare il marito alla cornetta: «Potrebbero avervi clonato la targa dell’auto, è il caso che lei vada in caserma per fornire la sua versione dei fatti, e se è davvero così per denunciare». Un escamotage, questo, che ha fatto allontanare il pensionato dall’abitazione, lasciando da sola la moglie. Che di lì a poco ha aperto la porta di casa a un giovane uomo — l’arrestato — che si è fatto consegnare soldi e gioielli. «Così li confrontiamo con quelli rubati nella gioielleria» è stata la scusa. Dopo l’allarme lanciato dalla figlia della coppia di pensionati la Polizia, con indagini lampo, aveva avviato un’attività di ricerca del truffatore diffondendo anche un suo generico identikit, diramato a tutte le forze di polizia in servizio. Ed è stato individuato, il truffatore. Giusto in tempo, prima che lasciasse Trento. E il giudice ora ha disposto che continuerà a rimanere in carcere.