Cronaca

martedì 28 Aprile, 2026

Furto lampo (con spaccata) a Baselga di Pinè: spariti gioielli per 20 mila euro

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Colpita la gioielleria Andreatta. Il titolare: «Ormai non vale nemmeno più la pena assicurarsi»

Notte silenziosa, poi il colpo. Spaccata lampo alla gioielleria Andreatta di Baselga di Piné.
La strada è deserta, le luci dei negozi spente, il paese immerso nel silenzio. Sono le 2.20 della notte tra domenica e lunedì quando qualcosa rompe quell’equilibrio: scatta un allarme, ma nessuno lo sente. O forse nessuno fa in tempo a capirlo. In pochi istanti, due sagome si muovono rapide davanti alle vetrine della gioielleria Andreatta, in Corso Roma. Le telecamere le riprendono appena: figure indistinte, una luce di torcia tra le mani, movimenti precisi e veloci. Poi, il buio torna padrone della scena. Il resto si scoprirà solo all’alba.

È Marina, una barista della zona, a notare per prima che qualcosa non va. Sta andando ad aprire il locale quando vede i vetri a terra, due squarci enormi nelle vetrine. Si ferma, osserva, capisce subito. Prende il telefono e chiama il titolare. Alessandro Andreatta arriva poco dopo, ancora incredulo. «Avevo cambiato da poco il sistema di avviso sul telefono, ma non era stato ancora collegato — racconta — In ogni caso non avrei potuto fare nulla: sono stati fulminei». E in effetti il colpo è stato rapido e mirato. I ladri hanno prima tentato di forzare una vetrina con un piede di porco, poi hanno sfondato quella più ricca con una mazza pesante. Un gesto deciso, ripetuto, fino a bucare anche il vetro antiproiettile. Quanto basta per infilare il braccio e arraffare tutto l’oro esposto. Hanno rubato gioielli per un valore intorno ai 20mila euro. L’argento, invece, è rimasto lì: ignorato.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana. Toccherà a loro ricostruire i movimenti e cercare di dare un volto a quelle ombre.
Resta la paura, negli occhi del titolare. «È da tempo che avevo questa sensazione — confida — da quando il prezzo dell’oro è raddoppiato. Sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe potuto provarci». E aggiunge: «Anche assicurarsi ormai è diventato proibitivo».

Un colpo che, secondo lui, non è stato improvvisato. «Conoscevano la disposizione dei gioielli e anche le telecamere. Potrebbero essere del posto. Sono arrivati da nord e sono spariti nella stessa direzione. Eppure nessuno ha visto passare un’auto, nonostante avessero degli attrezzi pesanti». Pochi minuti, nessun rumore, nessun testimone. Solo vetri infranti e una vetrina vuota a raccontare una notte finita troppo in fretta. Quando finalmente le telecamere, tanto promesse dall’amministrazione comunale, entreranno in funzione, all’entrata, in centro e all’uscita del paese, qualche traccia in più sarà possibile ottenerla. Le indagini sono in corso.