L'intervista
sabato 25 Aprile, 2026
Sanità, la linea di Tonina: «Liste d’attesa, noi troviamo i fondi ma ora i medici facciano uno sforzo e si diano da fare»
di Donatello Baldo
L'assessore alla Salute dopo il blackout informatico nei pronto soccorso: «Su quello che è successo nella serata di giovedì deve esserci un approfondimento serio»
Non c’è pace per Mario Tonina, assessore alla Salute. Un nuovo blackout informatico che ha colpito tutti i pronto soccorso del Trentino si è risolto all’una di notte di ieri, dopo sei ore nelle quali i medici riuscivano a prendere in carico soltanto i codici rossi mentre gli altri pazienti venivano invitati a tornare a casa. Ieri Tonina ha chiesto scusa, assumendosi la responsabilità del disservizio.
Anche se la colpa non è sua: il problema è tecnico.
«La responsabilità è della società che fornisce il servizio informatico. Ma il cittadino punta il dito contro la Sanità in generale, contro la politica. Ed è giusto che sia l’assessore a metterci la faccia e a chiedere scusa».
È l’ennesimo problema tecni...
Leggi in libertà
L'intervista
Lorenzetti e l'infortunio di Michieletto che non si dimentica: «Non è stato un incidente qualunque, dentro ci sono errori di tutti, anche miei»
di Jacopo Mustaffi
Il tecnico di Perugia torna alla Bts Arena da avversario e parla dei carichi di lavoro e dei calendari: «Lo sport deve essere governato da chi ama e ha cura delle persone che lo fanno»
l'intervista
Cristiano De André a Rovereto: «Serve un risveglio sociale nel solco di papà. Non era un piccolo Cristo come qualcuno vuole far credere»
di Francesco Barana
Il cantautore racconta il papà: «La sua figura è talmente alta che non è facile conviverci. La sua eredità? Qualcuno ha perso la trebisonda»
L'intervista
Giovani e proteste, Serughetti: «Le mobilitazioni nate dalle chat. La sinistra ha paura di stare in piazza, serve il coraggio di farsi accusare»
di Simone Casciano
La docente di Filosofia politica: «Le mobilitazioni hanno scoperchiato ingiustizie e disuguaglianze. Partiti e sindacati sono rimasti distanti per timore di essere associati alle violenze»