lunedì 6 Aprile, 2026
La differenziata arranca in val di Fassa, arriva una circolare di richiamo agli utenti. E avanza l’ipotesi del sistema porta a porta
di Gilberto Bonani
La percentuale è ferma al 73,2%. Negli imballaggi e vetro troppi materiali estranei
Arranca la raccolta differenziata dei rifiuti sia in quantità che in qualità. Il modello attuale perde colpi, e non solo per la forte presenza turistica. In dieci anni la frazione separata è cresciuta solamente del 4,5% attestandosi al valore medio del 73,2% (anno 2025).
La vicina Val di Fiemme, che da anni adotta il sistema «porta a porta», è la prima della classe con l’86,65% (anno 2024). Le amministrazioni di Fassa sono intervenute con una circolare severa richiamando i censiti a una maggiore attenzione, ventilando anche la possibilità di modificare l’attuale raccolta che utilizza campane con un «porta a porta» più orientato al controllo delle utenze. La valle di Fassa si trova di fronte a una sfida ambientale: impegnarsi maggiormente nella differenziazione o modificare l’attuale sistema dei cassonetti stradali che non riesce più a filtrare correttamente i rifiuti.
«Il problema principale – afferma Stojan Deville, responsabile del Servizio igiene urbana e ambientale del Comun General – è la frazione estranea (rifiuti gettati nel contenitore sbagliato) specialmente nelle campane del vetro e degli imballaggi leggeri. Ciò comporta una doppia perdita economica: minor entrate per i prodotti recuperati e maggiori costi per il conferimento in discarica. Il fenomeno ovviamente si amplifica nei periodi turistici».
Purtroppo il cassonetto stradale non responsabilizza l’utente, nonostante il controllo della Polizia locale anche tramite video sorveglianza. C’è poi la mancata sensibilizzazione del turista, spesso proveniente da realtà con regole diverse, che fatica ad adattarsi al sistema locale. «Le frazioni maggiormente pulite sono quelle della carta e la frazione umida – afferma Deville – mentre le note dolenti arrivano, come ho già detto dal vetro e imballaggi leggeri. Segue lo smaltimento irregolare di materiali provenienti da attività di costruzione e demolizione che sono penalmente sanzionabili. La non osservanza delle norme rende più costoso lo smaltimento con l’aumento della tariffa applicata alle utenze».
La nuova legislazione (Legge 147 del 2025) prevede sanzioni pesanti (da 1500 a 3000 euro) per chi esegue conferimenti scorretti o abbandona i rifiuti. Se la pratica irregolare è svolta con un’automobile è possibile anche la confisca del mezzo e la sospensione della patente. «Per le utenze alberghiere – spiega Deville – esiste già il ritiro della frazione umida, del residuo, del cartone e imballaggi leggeri direttamente a domicilio. Il servizi funziona bene ma invitiamo gli albergatori a istruire meglio il personale perché troviamo ancora troppo umido nella parte secca dei rifiuti. Cercheremo anche di potenziare il recupero del vetro».
Il servizio della raccolta e smaltimento rifiuti costa annualmente al Comun General circa due milioni 55mila euro calcolando che su questa somma è stato tolto il ricavato dal recupero di materiali (circa 333mila euro). La scelta di passare al «porta a porta» è politica e andrà discussa tra le amministrazioni. È più costosa ma si avrebbero economie con frazioni di rifiuti più puri. L’aumento in bolletta non sarebbe eccessivo e migliorerebbe l’impatto ambientale. Il passaggio al nuovo sistema resterebbe invariato per gli alberghi e ristoranti che già utilizzano questa pratica. Non creerebbe grandi problemi per i residenti e per gli appartamenti in affitto, di proprietà locale, che risponderebbero dei propri rifiuti. Ci guadagnerebbe il decoro urbano con l’eliminazione dei cumuli di rifiuti che spesso circondano i cassonetti durante i weekend da “bollino nero”. Il nodo rimane il 40% degli utenti, rappresentato da proprietari di seconde case non abitate stabilmente. Scorrendo i dati di quest’anno il paese più riciclone rimane Moena (76,7%) seguito da Soraga, Campitello (entrambi al 74,5%) e San Giovanni (74%). Infine Mazzin (71,3%) e Canazei (69%).
L'intervento
Canazei, l'insolito salvataggio: cervo bloccato sul tetto e liberato dai Vigili del Fuoco. Ora è tornato nei boschi
di Redazione
Un grande esemplare di cervo era rimasto incastrato tra le lamiere scivolose di una copertura. L'operazione dei pompieri di Canazei ha permesso all'animale di tornare nel bosco sano e salvo