Cronaca

sabato 4 Aprile, 2026

Carega, scialpinista precipita per 200 metri tra rocce e ghiaccio: salvato a Cima Mosca e portato al Santa Chiara

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L'incidente è avvenuto a Cima Mosca intorno a quota 2000 metri. L'uomo, un sessantenne che si trovava con un gruppo di escursionisti, è stato recuperato dall'elicottero

Un volo terribile, lungo oltre duecento metri, tra la neve ghiacciata e gli speroni di roccia del gruppo del Carega. Si è concluso con un delicato intervento di soccorso l’incidente che, intorno alle 11:30 di questa mattina, ha visto coinvolto uno scialpinista italiano di circa sessant’anni.

L’uomo stava affrontando la discesa da Cima Mosca insieme ad alcuni compagni di escursione quando, improvvisamente, ha perso il controllo degli sci. La scivolata è stata repentina e violenta: il sessantenne è precipitato lungo il pendio ghiacciato, arrestandosi soltanto nella conca sottostante, a una quota di circa 2000 metri.

A dare l’allarme alla Centrale Unica delle Emergenze è stato uno dei compagni che ha assistito impotente alla caduta. La macchina dei soccorsi si è messa in moto immediatamente: la Centrale ha inviato sul posto l’elicottero di Trentino Emergenza, mentre le stazioni di Ala e Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico restavano in allerta pronte a intervenire via terra in supporto alle operazioni.

Grazie alle coordinate precise fornite dai compagni, l’infortunato è stato individuato rapidamente. Nonostante il violento impatto con le rocce e la lunga caduta, l’uomo è stato trovato dai soccorritori in stato cosciente. Dopo aver ricevuto le prime cure d’urgenza direttamente sul posto da parte dell’equipe sanitaria, lo scialpinista è stato verricellato a bordo e trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento. Le sue condizioni sono al vaglio dei medici, ma la rapidità dell’intervento ha evitato conseguenze potenzialmente peggiori in un ambiente reso particolarmente insidioso dalle temperature e dal ghiaccio in quota.