Economia

venerdì 3 Aprile, 2026

Trentingrana punta al segmento premium: nuovo packaging e sfida industriale da 300mila euro

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Il Consorzio Concast lancia la nuova linea di confezionamento a Spini di Gardolo: l'obiettivo è elevare il posizionamento del brand e aumentare il valore della filiera grazie ai fondi Pnrr

Trentingrana accelera sulla valorizzazione del prodotto e punta con decisione al segmento premium. È stata presentata ieri la nuova linea di confezionamento, alla sede del Consorzio dei caseifici sociali trentini (Concast) di Spini di Gardolo, che rappresenta uno dei passaggi più concreti del piano strategico avviato nel 2022, con l’obiettivo di aumentare il valore lungo tutta la filiera e rafforzare la competitività del marchio.

«L’investimento per la nuova macchina incartatrice per il nuovo confezionamento è stato di 300 mila euro – ha spiegato Simone Bonapace, responsabile commerciale e marketing di Concast – sarà un rifacimento dei packaging e dei formati, in modo da avere dei formati più in linea col trend di consumo dei clienti e un impacchettamento di maggiore qualità. Il rifacimento dei packaging ha l’obiettivo di elevare il percepito del brand, mantenendo il prodotto pur sempre facilmente riconoscibile sugli scaffali, senza snaturarsi troppo».

L’intervento rientra in un più ampio progetto di filiera sostenuto anche dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che ha portato complessivamente 43 milioni di euro di finanziamenti al sistema. La nuova linea non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnologico, ma una scelta industriale precisa: si tratta, hanno spiegato i vertici Concast, di una tecnologia progettata per allineare il prodotto agli standard dei formaggi premium, con una presentazione più curata e riconoscibile.

«Il packaging nuovo – ha proseguito Bonapace – vorrà essere più elegante, con un colore sempre riconoscibile sul grigio scuro e blu con le montagne come sfondo sulla confezione, e con il marchio Trentingrana e i mesi di stagionatura del prodotto ben visibili al cliente». Un elemento strategico per rafforzare identità e percezione del brand in un mercato sempre più orientato a qualità e servizio.

I numeri confermano il cambio di direzione: nel 2025, è emerso dalla conferenza, la quota di forme intere è scesa al 44%, rispetto al 56% dell’anno precedente, e parallelamente il confezionato è salito al 40% dal 33%, mentre il grattugiato ha raggiunto il 16% dall’11%. Una trasformazione che ha avuto effetti positivi anche sui risultati economici: il fatturato ha toccato circa 67 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto al 2024, nonostante una riduzione delle vendite pari a circa 7 mila forme equivalenti.

«Abbiamo chiuso il 2025 con 530 mila chili di grattugiato, mentre l’anno prima erano sui 300 mila chili – ha sottolineato il direttore generale di Concast Marco Ramelli – è il frutto del lavoro e degli investimenti degli ultimi anni, legati anche ai fondi del Pnrr: per il 2026 l’obiettivo è arrivare a 600 mila chili totali. Crediamo nel futuro qualificato delle nostre eccellenze trentine e dell’allevamento tradizionale, tipici della casearia trentina. La linea di confezionamento l’avevamo pensata per portare il Trentingrana in prodotti premium, è una sfida industriale, ma anche cooperativa perché riguarda l’equilibrio complessivo del sistema. Stiamo lavorando per spostare valore lungo la filiera, aumentando la quota di prodotto lavorato e migliorando il nostro posizionamento sul mercato: l’obiettivo è rendere il Trentingrana sempre più riconoscibile sul mercato come prodotto d’élite, e allo stesso tempo garantire una remunerazione più sostenibile per gli allevatori soci».

L’obiettivo è quindi quello di rendere il prodotto sempre più riconoscibile e coerente con un posizionamento di fascia alta. Un passaggio che si inserisce in una fase di rinnovata collaborazione all’interno del comparto, a pochi giorni dal patto siglato tra Concast e Latte Trento alla sede della Cooperazione trentina, che ha riconosciuto una maggiore remunerazione agli allevatori soci di Latte Trento di due euro e 60 centesimi in più al chilo di grana prodotto, e prevede un aumento di produzione per la cooperativa trentina da 13.600 forme a 17 mila forme all’anno di Trentingrana.

«Qualche giorno fa è stato ufficializzato un importante accordo per la produzione sociale – ha commentato in chiusura Ramelli – ci è voluto un certo periodo per ritrovare l’accordo raggiunto proprio in questi giorni. Essere assieme significa poter portare a numeri più elevati la nostra qualità».