Cronaca

venerdì 3 Aprile, 2026

Telefonate con tanto di urla e sirene dell’ambulanza: scia di truffe telefoniche (dalla Campania) in Trentino – Alto Adige

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Denunciati in quattro. I carabinieri indagano su altri casi: «Agivano con sfrontatezza»

Un’indagine partita da un blitz ha permesso ai Carabinieri di ricostruire l’attività di un gruppo criminale specializzato nelle truffe agli anziani, attivo tra le province di Trento e Bolzano.

Tutto ha origine dall’operazione condotta il 22 settembre 2025 ad Appiano, in Alto Adige, dove i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese hanno sequestrato gioielli per circa 10mila euro e 6mila euro in contanti, ritenuti provento di raggiri ai danni di persone anziane.

Il metodo

Le successive indagini hanno consentito di delineare un sistema ben organizzato, con base operativa in Campania. Da lì agivano i cosiddetti “telefonisti”, che contattavano le vittime fingendosi avvocati o carabinieri.

Il copione era sempre lo stesso: un presunto incidente stradale causato da un familiare, con feriti, e la necessità urgente di pagare per evitare conseguenze penali. Le telefonate erano costruite per generare panico, con urla e sirene in sottofondo e un forte ricatto emotivo, portato avanti, spiega il comando provinciale di Trento in una nota, «con grande sfrontatezza»

Le vittime, spesso colte di sorpresa, venivano spinte a raccogliere in fretta denaro e gioielli presenti in casa.

Il ruolo dei «corrieri»

A quel punto entravano in scena gli incaricati del ritiro, anch’essi provenienti dalla Campania e già presenti sul territorio. Ricevuto l’indirizzo, raggiungevano le abitazioni e si facevano consegnare quanto preparato.

Secondo quanto emerso, si presentavano con un aspetto rassicurante: abiti eleganti, modi educati, atteggiamento da “persona perbene”, così da non destare sospetti.

Denunce e indagini

L’attività investigativa ha portato alla denuncia a piede libero di quattro persone per truffa aggravata. Contestati due episodi consumati e quattro tentativi tra le province di Trento e Bolzano.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e collegamenti con altri episodi analoghi.