Calcio

giovedì 2 Aprile, 2026

Gabriele Gravina si dimette dalla presidenza della Figc: «Non volevo offendere nessuno, le mie parole male interpretate»

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Il presidente lascia dopo 8 anni di mandato e due mancate partecipazioni ai mondiali. Il 22 giugno l'elezione del successore

Dopo il fallimento della Nazionale italiana di calcio, che per la terza volta consecutiva non si presenterà ai mondiali, e la successiva polemica scoppiata in merito alle parole pronunciate nel dopo partita, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha rassegnato le proprie dimissioni durante la riunione del pomeriggio di oggi, giovedì 2 aprile.

A renderlo noto tramite comunicato è la stessa Federazione: Gravina lascia così il ruolo di vertice del calcio italiano che ha ricoperto dal 2018, quando era subentrato a Carlo Tavecchio dopo il flop della sconfitta contro la Svezia, che era costata la prima mancata qualificazione. Sulle parole finite al centro della bufera, l’ormai ex presidente dice comunque di essere stato male interpretato: «Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva – si legge nella nota – Bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).

Il nome del successore si saprà il prossimo 22 giugno, al termine dell’assemblea elettiva straordinaria indetta dalla Federazione. Intanto l’8 aprile Gravina esporrà la sua relazione sullo stato del calcio italiano in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.