Sanità

mercoledì 1 Aprile, 2026

All’ospedale di Rovereto arriva la risonanza magnetica cardiaca con stress farmacologico: «Tecnica avanzata per scovare le ischemie»

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Tra i principali punti di forza, la sicurezza e l'accuratezza superiore ai tes tradizionali

Novità all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto nel campo della diagnostica cardiovascolare avanzata. Sono stati infatti eseguiti i primi esami di risonanza magnetica cardiaca con stress farmacologico, una metodica di secondo livello fondamentale per lo studio non invasivo delle patologie del cuore.

Il risultato arriva al termine di un percorso condiviso tra l’Unità operativa multizonale di Radiologia di Rovereto e Arco e l’Unità operativa di Cardiologia di Rovereto. Una sinergia che integra competenze cliniche e capacità diagnostiche, offrendo ai pazienti un percorso di cura sempre più completo, rapido e preciso.

«La Cardio-RM con stress farmacologico – spiega Alessandro Marinetti, radiologo – è una tecnica avanzata che consente di analizzare la perfusione del muscolo cardiaco e la sua funzionalità in condizioni di sforzo, indotto tramite la somministrazione di un farmaco specifico». A evidenziarne il valore clinico è anche Cristiana Giovanelli, cardiologa: «L’esame è particolarmente indicato per individuare ischemie miocardiche o esiti di infarto, grazie a un livello di dettaglio anatomico e funzionale superiore rispetto ad altre metodiche».

Tra i principali punti di forza, la sicurezza: si tratta infatti di un esame privo di radiazioni ionizzanti e con un’elevata accuratezza diagnostica, superiore ai tradizionali test da sforzo. L’introduzione della Cardio-RM con stress consolida così il ruolo dell’ospedale di Rovereto come centro di riferimento per l’imaging cardiaco in Trentino.

Determinante, inoltre, l’approccio multidisciplinare: ogni fase, dalla preparazione del paziente fino alla refertazione, è gestita da specialisti dedicati, con benefici concreti in termini di tempi di diagnosi e appropriatezza terapeutica.

«Questo nuovo servizio rappresenta un valore aggiunto per la comunità», sottolineano i responsabili delle unità coinvolte, Carlo Cosimo Quattrocchi e Maurizio Del Greco. «La possibilità di diagnosticare precocemente patologie ischemiche attraverso tecnologie così avanzate consente interventi più tempestivi e mirati, con un impatto significativo sulla prognosi dei pazienti».

L’attivazione della risonanza magnetica cardiaca con stress si inserisce nel più ampio piano di potenziamento tecnologico e clinico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, con l’obiettivo di portare innovazione e qualità direttamente sul territorio.